Bruce Nauman. Contrapposto Studies. Questo è il titolo della mostra all’interno degli spazi di Fondazione Pinault, sede Punta della Dogana, che si terrà fino al 9 gennaio 2022. All’interno delle spettacolari e uniche sale dell’edificio storico veneziano, Carlos Basualdo e Caroline Bourgeois hanno curato una mostra sull’artista americano Bruce Nauman, classe 1941, uno dei più grandi esponenti della video arte ancora in vita.
Nauman, dopo il Master of Arts ottenuto all’Università della California, inizia a sviluppare la sua arte con mezzi poco convenzionali per l’epoca (siamo alla fine degli anni ’60), come la fotografia e il video. Si dedica anche a pratiche attinenti alla scultura, a sperimentazioni sonore e performance. Ancora oggi la sua arte utilizza tutti questi mezzi: suono, video, film, neon, e con lo sviluppo delle nuove tecnologie anche ologrammi e 3D, influenzando intere generazioni di artisti.
La mostra all’interno della Fondazione indaga tutti questi strumenti, partendo dalla serie Contrapposto Studies, I through VII, 2015/2016, che troviamo esposta all’interno delle prime due sale. Questa è stata realizzata recentemente con delle nuove e recenti tecniche video, ma è ispirata ad una sua opera del 1968, Walk With Contrapposto, esposta in sala 4, su videocassetta in bianco e nero. La possibilità di usufruire di mezzi tecnologici più sviluppati per raggiungere risultati che l’artista non poteva ottenere negli anni Sessanta, sembra esser stata infatti la principale motivazione per questo sorprendente ritorno ad un’opera giovanile.
Ci troviamo nello studio dell’artista, che cerca di camminare il linea retta con le mani dietro la nuca, mantenendo una posa in contrapposto: le immagini sono stata poi frazionate e i frammenti presentati sottoforma di sette grandi proiezioni accompagnate dal suono.


- Contrapposto Studies, I through VII, 2015/2016, installazione video in HD (colore, suono, stereo in loop). Study V: 63 min. 21 sec. 2. Walk With Contrapposto, 1968, videocassetta, bianco e nero, suono (60 min).
In queste due opere Nauman dimostra come alcuni dei nostri punti di riferimento fondamentali, come il tempo, lo spazio o il linguaggio, non siano così stabili come crediamo, ma anzi siano del tutto precari. Tutto ciò emerge in modo netto e schietto mentre guardiamo il video, che ha il chiaro intento di mettere a disagio lo spettatore, e di farlo restare costantemente in una condizione di allerta. Disorientare, destabilizzare e quasi sconvolgere lo spettatore: questo l’intento di un’artista che non ci lascia mai indifferenti, perché la sua opera tocca dei temi come l’identità umana, le paure, i sensi, il linguaggio, il dolore e il piacere. Partendo da questa serie iconica per la poetica di Nauman, la mostra si focalizza a pieno sui tre aspetti fondamentali della sua produzione: l’uso del corpo nella performance, l’esplorazione del suono e lo studio d’artista come spazio di creatività e creazione.
Continuando la scoperta all’interno dello spazio espositivo, troviamo una grande sala con otto vecchi televisori che riproducono altrettante performance video a carattere concettuale. In tutte l’artista si mette in scena e trasforma il proprio corpo in una scultura, sottoposta a una gestualità ripetitiva che interagisce sempre con lo spazio circostante, il suo studio.


- Veduta generale della sala n. 5 all’interno di Fondazione Pinault; 2. Bouncing in the corner,no.1, 1968, videocassetta, bianco e nero, suono (60 min.).
Per quanto riguarda il tema del suono invece, nella sala più spettacolare, all’ultimo piano della Fondazione, l’installazione sonora For Children, del 2010, ci catapulta in un processo di superamento delle nostre barriere fisiche e mentali. Stessa sensazione per Acustic Wedge (mirrored), 2020, opera site specific realizzata proprio in occasione di questa mostra, in cui l’artista rivisita una serie di spazi architettonic, già ideati all’inizio degli anni ’70. L’installazione provoca un senso di spaesamento dovuto proprio all’assenza di un riverbero acustico mentre si cammina all’interno della sala.


Acustic Wedge (mirrored), 2020, pannello murale e materiale acustico. Dimensioni variabili.
Tantissime sarebbero le opere da trattare e spiegare in questo contesto: la mostra si articola in 19 sale e ognuna di esse esplica in modo compatto e lineare i principi fondamentali dell’arte di Nauman, dando spazio ad una o più opere. Nell’ultima sala una fantastica installazione video in HD Walks in walks out, 2015 conclude l’esposizione salutandoci in maniera ironica: Bruce Naumann avanza contro un muro dove viene proiettato il suo Contrapposto, con aria seria, giocosa e affettuosa al contempo. Assume varie pose e poi esce dal campo visivo. La sua figura si fonde con il Nauman del video, raddoppiando la sua presenza, il che, insieme, soprende e diverte lo spettatore.

Ed è proprio il farsi sorprendere, quasi sopraffare fisicamente e mentalmente dalle opere di quest’artista, attraverso un coinvolgimento diretto con l’opera, un dialogo continuo, che vi aspetta se andrete a vedere la mostra di Fondazione Pinoult a Punta della Dogana. Un allestimento coerente e snello in uno spazio che si presta per natura ad installazioni video di grandi dimensioni, spiegazioni chiare nella onnipresente brochure cartacea fornita in ogni esposizione qui organizzata, normative pandemiche rispettate alla perfezione.
Una mostra che non potete perdere, e noi ve la consigliamo di certo.