LA BILANCIA: tra giustizia e equilibrio.

Benvenuto autunno!

Le foglie ingialliscono e cominciano a cadere, gli animali cominciano a prepararsi per l’inverno e il letargo. Questo è il momento dell’anno della BILANCIA, segno d’aria governato da Venere. Il simbolo astrologico è il geroglifico egizio che indica l’equilibrio, e rappresenta la stilizzazione di una stadera, antico strumento di misurazione, divenuto archetipicamente simbolo della giustizia. Il Sole occupa, nello Zodiaco Tropicale, i gradi del segno, per approssimazione, dal 23 Settembre al 22 Ottobre.

Iconograficamente la bilancia fin dall’antichità è stata sempre legata all’ideologia dell’equilibrio e della simmetria; ma oltre a ciò, secondo il Vasari, è bene che essa  «metta paura ai popoli» perché, come riporta un famoso passo de “Il processo” di Kafka, sui suoi piatti chiunque «può essere pesato con tutti i suoi peccati», così come accadeva nelle immagini che illustravano i geroglifici relativi alla psicostasia egizia, in cui la dea Ma’at, personificazione dell’ordine del mondo e della giustizia, pesava le colpe dell’anima del defunto.

Centrale, nella concezione della giustizia provvista dell’attributo della bilancia, è l’idea di un equilibrio da realizzare; una raffigurazione, questa, tesa a soppesare, mediare ed espletare ogni armonica virtù con il chiaro fine di pensare al bene comune, raggiungendo così la stabilità nei rapporti sociali. Questa concezione è presente in alcune celebri opere: Giotto, tra il 1304 e il 1306, ad esempio, dipinge nella Cappella degli Scrovegni la sua Iustitia che garantisce l’ordinato svolgimento della vita civile. L’unico fondamentale attributo della Giustizia è la bilancia, presente al di sopra delle sue spalle e della quale regge i piatti: sulla mano destra  vi è un angelo e nel piatto a sinistra un altro angelo, con la spada sguainata.

Interessante è analizzare anche i famosi affreschi dipinti da Ambrogio Lorenzetti tra il 1337 e il 1340 nella Sala del Consiglio dei Nove, ubicata all’interno del Palazzo Pubblico di Siena, con l’intento di ispirare l’operato dei governanti cittadini che lì si riunivano. Chiara è l’allusione all’armonia, alla pace e alla prosperità derivanti dalla giustizia. La Iustitia affrescata da Lorenzetti è quella del Buon Governo, che si pone in antitesi con l’allegoria del Cattivo Governo, raffigurato dalla Tirannia in armatura, seduta in trono e reggente due simboli di disonestà: un pugnale e una coppa di veleno. Anche qui la giustizia rappresenta la virtù dell’equità e ritroviamo la Sapienza che, sovrastando la giustizia in trono, la quale sopporta il peso dei piatti e li governa in modo equitativo, regge dall’alto il filo che fa da bilico alla bilancia. Sui piatti della bilancia sono collocati due Angeli che amministrano i due distinti tipi di giustizia cui fa riferimento il libro V dell’Etica Nicomachea di Aristotele: a destra, quella commutativa, rappresentata dall’Angelo che, secondo l’interpretazione della storica dell’arte Maria Monica Donato, consegna metri e misure ai cittadini – una canna, strumento di misura lineare, e uno staio per pesare il grano e il sale – affinché pratichino scambi e affari correttamente; a sinistra, quella distributiva in cui l’Angelo punisce un malvagio con la spada e onora con una corona un virtuoso. Affrescato alle spalle della giustizia, tratto dal Liber Sapientiae, il monito latino che recita «amate la giustizia voi che governate la terra», è un ulteriore riferimento biblico che considerera la giustizia come garanzia di una pacifica convivenza civile. Sottostante la Giustizia vi sono due corde che promanano dai piatti della bilancia, nei quali troviamo raffigurata la Concordia, la quale tiene sulle ginocchia una grande pialla, strumento come metafora pacificatrice delle controversie.

Altro meraviglioso dipinto che richiama il segno della bilancia è L’ Allegoria della Giustizia di Giorgio Vasari, commissionato dal cardinale Alessandro Farnese nel 1543 per abbellire il Palazzo della Cancelleria a Roma. Vasari è principalmente conosciuto per aver scritto: “ Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri” pubblicato nel 1568, ma egli fu anche uno stimatissimo pittore.

Allegoria della Giustizia è un dipinto ricco di riferimenti e personaggi: al centro del dipinto possiamo notare la Giustizia con il braccio destro avvolto in un panno blu, su cui poggia uno struzzo che simboleggia la necessità di affrontare le difficoltà con pazienza. Sovrastano la giovane donna tre putti in alto a sinistra che portano le armi giù dalle scale per armare e difendere la giustizia, che tiene con la mano sinistra, invece, una corona d’alloro da mettere sul capo dell’altra donna presente nel dipinto che simboleggia la verità che tiene in mano due colombe bianche rappresentazione di innocenza. Dalla vita della giustizia cadono a cascata sette catene che sono i vizi degli uomini e sulla mano destra possiamo notare le 12 tavole di Romolo, fondatore di Roma. Gli altri personaggi del dipinto sono: Corruzione (signore ai piedi di Giustizia), il Tempo (accanto a Giustizia), Ignoranza (accanto a Corruzione, in ginocchio), Crudeltà (di spalle), Paura e Tradimento(sotto le colombe) ed infine Falsità e Calunnia (sotto la verità).

Il simbolo della bilancia è molto presente nell’arte e ricordiamo di questo segno importanti artisti come Caravaggio (1571-1610), Tintoretto (1518-1594), Géricault (1791-1824).

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