Primavera è arrivata con qualche ritardo, ma come ogni anno dal 21 Aprile al 21 Maggio il sole entra nello Zodiaco Tropicale nei gradi del TORO che rappresenta la stagione nella sua pienezza e nella sua stabilità, caratteristica dell’elemento Terra del segno del Toro che racchiude e manifesta inequivocabilmente.
Governato da Venere è definito un segno Femminile, con il verde come colore e come pietra portafortuna lo smeraldo. Il simbolo grafico del Toro rappresenta l’immagine della testa stilizzata dell’animale, ma anche del cerchio sormontato dalla falce di luna, principio di istintività e fecondità legato al potere femminile.

Nella mitologia greca, questo segno corrisponde alla forma di toro che Zeus assunse per vincere Europa, una principessa fenicia. La donna infatti, attratta dall’enorme e docile bestia, salì sul suo dorso, ma in quel momento il toro cominciò a correre velocemente entrando in acqua e nuotando fino ad un’isola, dove assunse nuovamente la forma di Zeus e corteggiò Europa riuscendo nel suo intento.
Altro mito, forse più più conosciuto, è quello del Minotauro, nome che unisce il prefisso “minos” (che presso i cretesi significava re) con il suffisso “taurus” (che significa toro): con un corpo umanoide e bipede, aveva gli zoccoli, la pelliccia bovina, la coda e la testa di toro. Era selvaggio e feroce, perché la sua mente era completamente dominata dall’istinto animale: viveva rinchiuso nel Labirinto di Cnosso, e ogni anno gli venivano sacrificate delle fanciulle per placarne l’ira e gli istinti. Sarà l’eroico Teseo ad affrontare ed uccidere il mostro, grazie all’aiuto di Arianna e alla guida del suo filo.
La figura del Minotauro è strettamente collegata alla tradizione culturale letteraria e artistica: nella Divina Commedia nel dodicesimo canto dell’Inferno, per esempio, è descritto come la violenza cieca del guardiano del Cerchio dei violenti ed è qui che Dante e Virgilio lo incontrano. Nonostante tenti inizialmente di sbarrare loro la strada, Virgilio riesce ad allontanarlo, allora il Minotauro comincia a divincolarsi qua e là come un toro.
«e ‘n su la punta de la rotta lacca
l’infamïa di Creti era distesa
che fu concetta ne la falsa vacca»
(Dante Alighieri, Inferno, Canto XII, vv. 11-13)
Nella tradizione artistica non possiamo, invece, non nominare Pablo Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973) che ha disegnato e dipinto in molte opere il Minotauro in quanto lui stesso si sentiva rappresentato dalla figura del Minotauro e del toro.
Negli anni tra il 1933 ed il 1935 l’autore è particolarmente impegnato sul tema della tauromachia, con temi e figure del Minotauro e del toro costanti della sua ricerca, forse a significare l’eterna lotta tra istinto e razionalità. Per Picasso, il mostro dalla testa di toro era un simbolo della dualità della natura umana, e nella sua foto rappresentava lussuria e crudeltà. Sebbene la gentilezza degli occhi del Minotauro e il suo sorriso siano stranamente attraenti, tiene il cavallo, schiacciato dalle sue stesse mani, allungando la mano verso la ragazza che lo guarda sgomento. A sinistra, dall’oscurità della caverna, un’altra coppia di mani è visibile in un gesto supplichevole.
“Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro”.
Pablo Picasso
Per Picasso l’essenza dell’uomo spagnolo, cattolico fervente durante la messa del mattino, appassionato della corrida nel pomeriggio e del bordello alla sera. I tori sono quindi il simbolo di lotta ed espiazione, della forza del mostro e della sua vulnerabilità, vittima sacrificale ed al contempo potenza distruttrice. La tauromachia è una cerimonia che riconduce all’eterno conflitto tra vita e morte, mettendo in scena la danza passionale che conduce all’ esito finale.
Tori e tauromachie compaiono costantemente nella sua sterminata produzione (basta pensare a Guernica del 1937) ma anche in disegni ceramiche, incisioni, litografie ed in esse il toro via via risulta sempre meno elaborato come figura, e nella sua completezza finale compare soltanto come un insieme di segni capaci di dialogare con il mondo esprimendo la sua vera essenza. La smaterializzazione delle poderose forme del toro passano attraverso diversi stadi, in cui l artista alleggerisce sempre di più la figura e la linea si fa significante.
Purtroppo per Picasso, è nato sotto il segno dello scorpione. Ma ricordiamo del toro Salvador Dalí (11 maggio), Keith Haring (4 maggio), Eugène Delacroix (26 aprile), William Turner(23 aprile).







