Ariete, la primavera astronomica e Ferrara

Da ormai una settimana siamo entrati nel pieno della primavera e anche al periodo dell’anno che corrisponde al primo segno dello zodiaco, governato da Marte e Plutone: l’ Ariete

Questo periodo dell’anno, quando il freddo è ormai alle spalle, corrisponde alla rinascita della vita. Le piante iniziano a germogliare, la natura si rimette in movimento e con l’ Ariete torna il calore, infatti è un segno dell’elemento Fuoco. Viene rappresentato con la testa e le corna delle stelle che costituiscono la costellazione che dà il nome al segno, la cui stella più brillante è la bellissima Hamal che in arabo significa “montone”.

Nel mondo greco-romano, come in quello biblico, l’ Ariete è un animale per definizione deputato al sacrificio. Nel mondo cristiano spesso viene raffigurato come ariete l’Agnello-Cristo che salva l’umanità con il suo sacrificio, in contrapposizione al cattivo capro, simbolo dell’impuro.

Una delle più belle e significative immagini del segno dell’ Ariete che abbiamo è presente nel “Salone dei mesi” a Palazzo Schifanoia a Ferrara, una delle più grandi testimonianze dell’epoca rinascimentale, ristrutturato nel 2020.

Il Palazzo, emblema della riconquista da parte di Ferrara, fu costruito, a partire dalla fine del Trecento, in una zona ricca di verde presso l’antico corso del fiume Po, per volere di Alberto V d’Este. Il nome del palazzo deriva dal motto ‘schivar la noia’ e si riferisce alla funzione di svago e ricreazione dell’edificio, in quanto “delizia” estense. Dopo essere stato fulcro della vita di corte nel Quattro e Cinquecento, Schifanoia subisce un lento declino, portando alla sua sua rovina che fu principalmente dovuta al fatto che all’inizio del ‘700 il Palazzo fu utilizzato come fabbrica di tabacco e le pareti furono imbiancate così da danneggiare in maniera irreversibile molti preziosi dipinti. Nell’ Ottocento viene fatta la scoperta delle decorazioni del Salone dei Mesi e dopo il terremoto del 2012, con il successivo e necessario restauro architettonico, il Museo Schifanoia torna a essere visitabile.

Il “Salone dei mesi” è tutto decorato e ricorda i grandi arazzi spesso utilizzati a decorare le sale principesche. Diviso in tre fasce affrescate sovrapposte, le pareti sono suddivise in dodici sezioni, corrispondenti ai dodici mesi dell’anno. Oggi rimangono intatte solo sette sezioni, all’interno delle quali si mantiene la triplice divisione in fasce orizzontali, con l’aggiunta di un frammento del mese di Dicembre.
Ad ogni mese e segno zodiacale corrisponde un dio greco circondato da una serie infinita di precisi simboli astrologici e mitologici.

Gli affreschi furono realizzati da Francesco Del Cossa, Ercole De Roberti e Cosmè Tura.
Entrando nel salone ci si trova di fronte lo spazio in cui c’era il mese di Gennaio, ormai scomparso e successivamente sono rimasti i Mesi ancora intatti.
In alto e in basso appaiono rispettivamente le divinità olimpiche su carri trionfali che proteggono i Mesi e scene della vita alla corte del duca Borso D’Este, nominato nel 1450 come signore di Ferrara. Nella fascia mediana appaiono i Segni zodiacali corrispondenti ai vari Mesi, circondati da tre figure: sono i Decani, personificazioni delle stelle fisse.
L’intera sala è una rappresentazione di relazioni astrali volte a cogliere il favore degli astri nei loro reciproci influssi.

Il mese di Marzo, con il segno dell’Ariete, è diviso in tre fasce orizzontali: una superiore con il trionfo della divinità protettrice del mese, Minerva; una centrale con il segno zodiacale e i tre decani e infine nella parte inferiore le scene del governo di Borso D’Este.

Nel Trionfo di Minerva vi è la dea seduta che avanza su di un carro parato a festa, trainato da due unicorni bianchi dall’esile corporatura, con in mano la spada ed un libro, poiché è la dea della guerra ma anche della saggezza. Ai lati del carro si trovano sulla sinistra un gruppo di saggi e dottori dall’aria grave impegnati a leggere e discutere, mentre sulla destra c’è un folto gruppo di donne al telaio; in primo piano spicca un gruppo di tre donne che richiamano le mitiche tre parche, intente a filare, tessere e recidere il filo della vita umana.

I tre decani del mese sono rappresentati secondo il sistema astrologico ed egizio che venne trascritto da Teucro Babilonese nel I secolo a.C., ripreso successivamente nel saggio Astronomica di Manilio di età imperiale e riscritto dopo da Pietro D’Abano nel Medioevo nel suo Astolabium planum.

Il primo decano, è un uomo dalla pelle scura con indosso un vestito bianco e strappato, con una lunga corda che gli cinge i fianchi. L’aspetto descrive la sua funzione: custodire il segno dell’Ariete. Il secondo decano è una giovane donna che indossa una veste color porpora, probabilmente Cassiopea, personaggio della mitologia greca. L’ultimo decano è una  giovane elegante che porta ai fianchi una ricca cintura con un medaglione e tiene in una mano un cerchio e nell’altra una freccia, caratteristica di Marte.

Nell’ultima fascia il duca Borso D’Este viene raffigurato a destra mentre amministra la giustizia circondato da vari gentiluomini e a sinistra mentre parte per una battuta di caccia.  Il mese di Marzo ha forme solide, sintetiche e prospettiche che richiamano le pitture di Piero della Francesca.

Per qualsiasi informazione sulla visita a Palazzo Schifanoia nella bellissima Ferrara potete consultare:

https://www.ferraraterraeacqua.it/it/ferrara/scopri-il-territorio/arte-e-cultura/ville-dimore-teatri-storici/palazzo-schifanoia

Infine, in questo lungo viaggio nel segno dell’ Ariete non possiamo che citare come grandi geni del passato:  Leonardo da Vinci (15 aprile 1452), Raffaello Sanzio (27 marzo 1483) e Vincent Van Gogh (30 marzo 1853)

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