Il 25 marzo 2021 si sono celebrati i Milleseicento anni della fondazione della città di Venezia. Tante iniziative sono state promosse, tra cui la mostra Venezia 1600, nascite e rinascite, nelle Sale del primo piano del Palazzo Ducale; recentemente è giunta notizia che la mostra è stata prorogata fino a giugno 2022, quindi per gli interessati c’è ancora più tempo per visitarla!
Cosa vuol dire fare una mostra sui 1600 anni di una città come Venezia? Beh, sicuramente trovarsi davanti ad una scelta di tematiche e materiale espositivo veramente vasto. La mostra non ha uno scopo di ricerca, ne vuole aprire nuove strade critiche riguardo le opere esposte: si pone come obiettivo il raccontare, attraverso le suggestioni date dalle opere d’arte, la millenaria storia della città lagunare. Ed in questo intento riesce benissimo. Carpaccio, Bellini, Tiziano, Palladio, Veronese, Tiepolo, Canaletto,Canova, e poi i contemporanei Pollock e Vedova, hanno accompagnato il divenire di Venezia, e le loro opere guidano i visitatori nelle tappe storiche più importanti della città.
L’esposizione si sviluppa in 12 sale, che ripercorrono la storia della città dalla sua fondazione ai giorni contemporanei, lasciandoci, con l’ultima sala, alcune immagini suggestive dell’acqua granda del 2019 e una riflessione per il futuro. Le tematiche scelte sono dei fermi immagine sulla vita di Venezia attraverso la sua storia, e le sale seguono un ordine cronologico crescente. Ad esempio, nella Sala 1 viene presentata La Serenissima: una sala introduttiva dove il visitatore viene accompagnato a conoscerla attraverso simboli come il Leone di San Marco e la grande Mappa cittadina di Jacopo de Barbari, manufatto davvero interessante, che, in modo permanente, si può ammirare al Museo Correr di Venezia.



- Vittore Carpaccio, Leone di San Marco, 1516, Olio e tempera su tela, Venezia, Palazzo Ducale; 2. Scultori Veneziani, Leone di S. Marco “in moeca”, prima metà del secolo XIV, pietra d’Istria, Venezia, Museo Correr; 3. Jacopo de Barbari, Pianta prospettica della città di Venezia, 1500, xilografia, Venezia, Museo Correr.
La Veduta di Venezia a volo d’uccello, di Jacopo de’ Barbari, è un’opera su cui vale la pena soffermarsi: datata 1500 è uno dei più grandi capolavori della cartografia urbana. La sua matrice si può ammirare, sempre in modo permanente, all’interno del Museo Correr. La stampa è una monumentale xilografia che descrive dettagliatamente la città, e ci permette di immaginare, come se avessimo davanti una fotografia, la Venezia dei primi anni del XVI secolo.
Camminando virtualmente nella mostra, le Sale 3 e 4 accolgono opere molto interessanti, che raramente si ha l’occasione di vedere esposte: mappe nautiche, modellini in legno di antiche barche, contamonete, antichi tessuti, manufatti in vetro e oggettistica di provenienza bizantina. Le due sale sono dedicate rispettivamente alla Venezia marittima e alla Venezia come città di mercanti. Quese possono risultare un po’ dispersive, ma la rarità di alcuni manufatti e il fatto che, davvero raramente, oggetti di questo tipo vengano esposti, fa di queste un plus in più all’interno dell’esibizione.


4. Veduta generale della sala n.4; 5.Giovanni Grevembroch, Marco Polo in Tartaria, da Gli Abiti de Veneziani, Volume I, 1754ca., Disegno ad acquerello, Venezia, Biblioteca del Museo Correr.
Nella Sala 5 troviamo un altro capolavoro di questa mostra. La sala è dedicata alla fiducia nel futuro nella città, quando, agli albori del 1500, la Serenissima si ritrova ad affrontare molte difficoltà, come quelle date dalla guerra di Cambrai. L’opera che padroneggia lo spazio è la xilografia raffigurante la Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso, datata 1549. Il disegno preparatorio di questa monumentale stampa, la cui matrice si compone di ben 12 legni, è di Tiziano Vecellio. La stampa è larga più di due metri, ed è conservata nell’archivio del Museo Correr. E’ davvero raro che una stampa di questo tipo venga esposta, data la sua enorme fragilità conservativa. A nostro parere il biglietto vale anche solo per andarla a vedere!

Continuando, la mostra affronta il XVII secolo, con la costruzione del Ponte di Rialto secondo progetti Palladiani e la tematica della Peste che incombe su venezia tra XVI e XVII secolo. La prima tematica viene sviluppata attraverso bozzetti e ricostruzioni in 3D del ponte davvero interesssanti e poco usuali da trovare in mostre temporanee e ‘classiche’.
Alla tematica della peste, esplosa in laguna tra il 1530 e il 1630, viene dedicata un’intera sala. Molto interessanti i documenti cartacei esposti, che riguardano atti pubblici relativi ai vari lockdown che si sono susseguiti in quegli anni in città: la scelta espositiva è apprezzabile e sicuramente riesce bene nell’intento di connettere il passato che fu con il nostro presente, ancora dominato dalla pandemia da Covid-19 in corso. Di grande impatto anche i modellini in legno connessi all’edificazione dei templi votivi del Redentore e di Santa Maria della Salute; bellissima e da menzionare la grande tela di Domenico Tintoretto, dalla chiesa di San Francesco della Vigna.




7 &8. Provveditori alla Sanità, atti in fogli sciolti, Venezia, Biblioteca Museo Correr; 9. Andrea Palladio, I quattro libri dell’architettura, 1616, Venezia, Biblioteca Museo Correr; Ivan Simonato, Modello del Ponte di Rialto progettato da Andrea Palladio, mtf, resina, tempera, in deposito al Centro Internazionale Studi Andrea Palladio; 10 Veduta generale della sala
Andando avanti nel tempo ci spostiamo nella sezione Ottocentesca, che si chiude idealmente con il crollo nel 1902 di uno degli elementi più identitari della città: il Campanile di San Marco. La sua ricostruzione, affrontata alla luce del dibattito sul principio teorico del “dov’era, com’era”, è documentata da eccezionali stampe fotografiche d’epoca. Il nuovo Campanile verrà inaugurato nel 1912.

Velocemente, nelle ultime sale si passa al racconto della Venezia più contemporanea, quella i cui protagonisti sono Peggy Guggenheim, la Mostra del Cinema al Lido, la performance di Bill Viola alle Zattere The Raft (2020) attraverso un’installazione video – sonora e l’acqua granda. Ad alcune tematiche, soprattutto quelle contemporanee, speravamo fosse data più attenzione e spazio, ma il soggetto della mostra è davvero troppo ricco di spunti per pretenderlo.

Per concludere, la mostra è un’occasione unica per ammirare, riunita in una narrazione avvincente e chiara una parte importante dell’immenso patrimonio conservato nella città, nei suoi musei e archivi storici; in più, è occasione per ammirare alcune opere che sono state esposte dopo delle accurate e significative campagne di restauro sostenute da Save Venice Inc., come l’intervento sulla grandiosa tela con il Leone di San Marco di Vittore Carpaccio, e il Ritratto di famiglia di Cesare Vecellio.
Venezia come Repubblica cade nel 1797, ma ancora oggi è assolutamente viva e cosciente della sua identità e della sua fragile ma strepitosa unicità: la città è continuamente alla ricerca di un dialogo tra passato e presente.
Così recita il catalogo introduttivo della mostra:
“La città è riuscita a sopravvivere così a lungo perché è stata in grado di rinascere, di volta in volta, in forme nuove e più adattabili. Guardare al passato per pianificare il futuro è assolutamente possibile a Venezia più che in qualsiasi altra città.”