Le azulejos sono ormai uno dei simboli nazionali del Portogallo, la capitale Lisbona è disseminata di queste piccole opere d’arte a cielo aperto. Le azulejos non sono nate solo ed esclusivamente per una questione puramente estetica ma sono un perfetto connubio tra arte e funzionalità, in quanto hanno innanzitutto lo scopo di rinfrescare le case, poiché riflettono la luce del sole, che di certo non manca in Portogallo, e di evitare le infiltrazioni, poiché fanno scorrere più rapidamente l’acqua verso il suolo.
Il termine spagnolo «azulejo» deriva dall’arabo «al zulaycha» che significa piccola pietra levigata (e non da «azul», cioè blu, come spesso viene indicato), in riferimento all’effetto di trasparenza e lucentezza conferito dagli smalti colorati, in grado di esaltare le delicate tinte. Questa pietra levigata venne adottata poiché si voleva riprodurre i mosaici greco-romani non assemblando piccoli pezzi di marmo levigato, ma piccole piastrelle in maiolica smaltata, in modo da ridurre lo sforzo derivato dalla lucidatura delle tessere marmoree.
L’arrivo degli azulejos in terra spagnola, principalmente in Andalusia e Valencia, risale al XIII secolo e nasce dall’imitazione degli “alicatados” di matrice araba, decorazione che riveste le superfici tramite tasselli di ceramica definiti “alicates”, poiché queste piastrelle di argilla liscia smaltata e decorata sono ritagliate con le pinze (appunto le “alicates”). Lo stile di tali ornamenti prevede una gamma di colori che va dal bianco, al nero, al giallo e al blu, nonché la riproduzione di forme astratte di carattere geometrico. La principale differenza tra gli “alicatados” e le “azulejos” consiste nella forma di queste, mentre “alicatados” sono lastre di forma poligonale, rettangolare o a stella, le “azulejos” invece sono rigorosamente di forma regolare quadrata. Per la loro forma particolare le “alicatados” sono molto più difficili e cari da realizzare, in quanto richiedono il taglio immediato realizzato in loco da assestatori specializzati, ragion per cui questo tipo di pannello, in ceramica, è stato applicato raramente e solo su edifici sontuosi.
Le “azulejos” a tutti gli effetti rappresentano da una parte l’evoluzione tecnica delle “alicatados”, in quanto i vasai, per rendere più accessibile l’impiego di questo materiale, evitando il grande lavoro di ritaglio nella collocazione, arrivarono a ritagliare i pezzi nell’argilla ancora fresca, con l’ausilio di uno stampo, a volte in ottone (al principio) e più tardi in ferro, il che fece semplificare l’assestamento, e la forma prescelta fu il quadrato. Allo stesso tempo le “azulejos” si contraddistinguono anche per essere un progresso stilistico delle “alicatados”, poiché quando gli “azulejos” fecero il loro ingresso in territorio portoghese, ad opera di Manuel I di Portogallo che si innamorò delle decorazioni di Siviglia, ai tradizionali modelli geometrici di gusto moresco si aggiunsero motivi floreali, vegetali e animali d’ispirazione rinascimentale. Per questo motivo molti ceramisti italiani e fiamminghi furono chiamati in Portogallo e hanno successivamente scelto Lisbona come base lavorativa e centro produttivo, introducendo in contemporanea la tecnica della tipica maiolica in bianco e blu di imitazione dei vasi cinesi Ming.
I Portoghesi dalla metà del cinquecento cominciarono a utilizzare questo tipo di decorazione per raccontare storie anche molto macchinose, realizzare opere di devozione, rendere omaggio alle proprie tradizioni. Dopo il terribile terremoto del 1755, che distrusse buona parte di Lisbona, durante la ricostruzione della città lo stile manuelino venne sostituito da quello pombalino, dal nome del Marchese di Pombal, e anche gli azulejos mutarono il loro aspetto, con un’autentica esplosione di colore che non ha conosciuto sosta nemmeno negli anni più recenti. Di questo periodo appartengono gli azulejos più complessi con disegni che narravano vicende storiche del Portogallo e della città di Lisbona. Non di rado si possono tuttora incontrare piastrelle con riportati le arti e i mestieri, o i rimandi al commercio con l’oriente della città di Lisbona e del Portogallo.
Le migliori “azulejos” da visitare a Lisbona si possono trovare al Museo nazionale delle Azulejos, che ospita il ex convento Madre de Deus, e il monastero di São Vicente de Fora.
Il Museo nazionale delle Azulejos ospita un’esibizione permanente che illustra la storia delle piastrelle in Portogallo dal 16esimo all’era contemporanea. Il pezzo forte della collezione museale è sicurante l’impressionate opera parietale Nostra Signora della Vita di ben 23 metri di lunghezza, realizzata grazie a 1.300 piastrelle del tipo tradizionale, bianco e blu, le cui misure sono 5 metri per 5 metri. Nell’opera mastodontica si può ammirare la raffigurazione della città prima del catastrofico terremoto, che ne ha determinato un radicale cambiamento urbanistico e architettonico. Anche la chiesa Madre de Deus è riccamente decorata con intagli dorati, pitture e azulejos, rappresentando uno dei maggiori esempi del barocco portoghese.
Nel monastero di São Vicente de Fora a Lisbona invece è presente un’unica grande fascia di azulejos, la quale corre senza interruzioni attraverso l’intero monastero, per un totale di più di centomila piastrelle (la più grande collezione al mondo di piastrelle barocche). Nella portineria del monastero si trova un grande pannello di azulejo rappresentante la conquista di Lisbona sugli arabi, ove si può riconoscere il castello di San Giorgio e la cattedrale di Santa Maria Maggiore di Lisbona. Il pannello è di un’elevata qualità artistica ma a dispetto dell’opera parietale Nostra Signora della Vita, che a livello storico è assolutamente veritiero e rappresenta una corretta immagine della città prima del terremoto, presenta alcuni discrepanze storiche ad esempio i soldati portoghesi vengono rappresentati con le armature del ‘700 e non quelle relative al 1147 in cui avvenne l’assedio della città. Sempre all’interno del museo è possibile visitare al primo piano una raccolta unica di azulejos che raccontano ben 38 favole poco conosciute di La Fontaine.
Altro luogo di interesse da visitare è Miradouro de Santa Luzia, uno dei punti panoramici più belli della città, dove è possibile ammirare due moderni pannelli di azulejo, uno della Praça do Comércio prima del terremoto e l’altro con i cristiani che attaccano il castello di São Jorge di António Quaresma, realizzati nella fabbrica Viúva Lamego.



























