Castello d’Albertis: SOLERITOWN

Genova è piena di posti meravigliosi e mistici, soprattutto di castelli ottocenteschi come il Castello d’Albertis, appartenuto all’omonimo capitano e ora sede del Museo delle Culture del Mondo. In questa magica location, dal gusto spiccatamente neogotico, ci si immerge in un mondo mistico nel quale non solo si accedono agli spazi storici del castello, ma si possono osservare utensili e opere varie provenienti da ogni parte del mondo.

Ma in questo articolo non vogliamo parlare del museo, anche se ne consigliamo vivamente la visita, ma della mostra che fino al 17 ottobre è visitabile all’interno del percorso museale: SOLERITOWN – visioni di un’utopia concreta. Un’esposizione fotografica di Filippo Romano ed Emanuele Piccardo, frutto della loro visita alle città di Soleri nel 2006.

Paolo Soleri era un architetto visionario torinese, nato nel 1919. Interessato al connubio di architettura e natura, scopre le opere di Frank Lloyd Wright e ne segue gli insegnamenti trasferendosi a Taliesin West, nel deserto dell’Arizzona, per frequentare la Fellowship di Wright. Dopo il suo percorso e lo studio a fianco dell’architetto statunitense, Solari si distingue per la progettazione di varie strutture, dal ponte The Beast (1) alla Dome House (2) fino alla fabbrica di ceramiche di Vietri sul Mare (3), attirando l’attenzione del MoMA e di nuovi committenti che vedevano nelle architetture di Solari una nuova frontiera dell’architettura organica.

Nel 1954 l’architetto e la moglie si stabiliscono definitivamente negli Stati Uniti, nei sobborghi di Phoenix dove Soleri inizia a costruire la sua prima città: Cosanti, nella quale si spegnerà nel 2013. La fondazione e costruzione della città da vita a un pensiero che Soleri aveva dentro da anni: l’Arcologia, ovvero il connubio perfetto fra architettura, natura e cosmo, teorizzata nel 1969 nel libro Arcology: The city in the image of man. L’anno successivo comincia una nuova sfida per Soleri: la fondazione di Arcosanti, una comunità pensata per 3.000 abitanti a 100 km da Cosanti, ed è proprio questa comunità che i fotografi Emanuele Piccardo e Filippo Romano hanno immortalato nelle loro opere, ritraendo gli abitanti e le strutture, che si fondono e si armonizzano con il contesto paesaggistico.

La mostra SOLERITOWN è visitabile in una delle prime stanze che si trovano all’inizio del percorso museale; una stanza non troppo piccola e ben illuminata dove però godersi la mostra risulta abbastanza difficile. Appena si entra si hanno i classici pannelli su chi ha organizzato l’esposizione e di cosa tratta e appena ci si gira sulla destra un proiettore, messo in uno spazio un po’ angusto, che proietta i disegni e le costruzioni di Soleri, con solo il nome e l’anno di realizzazione. Subito iniziano le foto, impossibili da fotografare per via dei riflessi e del poco spazio per ricavarne un’inquadratura. Continuando la visita, e arrivando praticamente alla fine del percorso, vi è una sezione di ceramiche dei nativi, dove sono esposte altre due stampe della mostra, prive di didascalia, e la proiezione di un’intervista a Soleri nella quale spiega il proprio pensiero e la propria filosofia di architettura e natura.

Sebbene il contesto del Castello d’Albertis e il soggetto della mostra siano affascinanti e mistici, l’esposizione in se lascia un po’ di insoddisfazione e curiosità su chi fosse Soleri, di cosa sia l’Arcologia e di come abbia preso piede l’idea di fondare e costruire le città utopiche e mistiche. Una curiosità che viene colmata dall’intervista, posta però a fine percorso.

In conclusione la mostra merita di essere visitata per il contenuto tutt’altro che scontato, oltre per le stampe fotografiche che, a mio avviso, sono bellissime. Unica pecca la collocazione della mostra a inizio percorso (oltre che avere dei pezzi dislocati), in quanto la ricca collezione del Museo, la sua architettura e l’accostamento azzeccatissimo di opere contemporanee e antiche, rischia di rendere la mostra quasi dimenticabile.

L’ingresso al Museo è consentito dal martedì alla domenica, costo del biglietto intero 6,00 euro. Per maggiori informazioni sul museo –> Link

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