Il centro storico di Genova si caratterizza per i suoi vicoli medievali e un complesso residenziale, di particolare pregio architettonico, costruito fra il Cinquecento e i primi venti anni del Seicento. Questi palazzi sorgono sulle così dette “Strade Nuove“, frutto di una risistemazione urbanistica pensata proprio per la costruzione di palazzi nobiliari di rappresentanza. Dalla metà del Cinquecento vennero eretti e rinnovati 170 edifici privati, riflettendo il nuovo gusto architettonico rinascimentale. Questi palazzi vennero inseriti nei così detti elenchi dei Rolli (delle case obbligate agli alloggiamenti pubblici) con lo scopo di ospitare personaggi illustri e potenti, come ambasciatori, ecclesiastici e nobili. I Rolli erano a loro volta suddivisi in bussoli, sottosezioni dell’elenco, in base alla loro sfarzosità o capienza, in modo da rendere più efficiente la scelta dell’alloggio adeguato per l’ospite del momento.

Questi elenchi rimasero non studiati fino agli anni ’70, quando Poleggi iniziò lo studio storiografico dei decreti del Senato che lo portò all’individuazione dei vari palazzi a livello topografico. Dei 170 edifici solo 42 sono sopravvissuti e inseriti nell’itinerario delle “Strade nuove“, concentrati principalmente in Via Garibaldi e Via Balbi, dal 2006 i Palazzi dei Rolli sono entrati nel patrimonio dell’UNESCO, in quanto complesso urbano di rappresentanza e potere con costruzioni di grande valore architettonico.
Promettono magnificenza all’interno le forme esteriori, loggie
F. Alzieri
ampie di marmo, bel portico, e cortile cinto di molte colonne, e
proporzioni che invitan l’occhio e l’appagano.
Le dimore vennero commissionate da architetti lombardi, come il Bergamasco e i fratelli Ponsello, che le costruirono secondo i nuovi principi architettonici del Serlio. La caratteristica principale dei palazzi dei Rolli è il rapporto fra spazio aperto e chiuso; infatti, la maggior parte delle dimore presenta atrii, logge, ninfei o, quando lo spazio era sufficiente, giardini; mentre gli interni sono decorati con affreschi, grottesche e stucchi. Le nuove dimore genovesi fecero presto a far parlare di loro e grazie soprattutto a Peter Paul Rubens, con il volume Palazzi Genovesi 1622, gli edifici delle strade nuove vennero conosciute anche in oltralpe.

I giardini di Palazzo Podestà e di Palazzo Doria in Via Garibaldi
I vari palazzi assunsero con il tempo anche un valore simbolico e civico, che hanno mantenuto nel tempo divenendo sede di musei e del potere comunale, come il Palazzo Tursi, sede del Municipio dal 1850. Il Palazzo venne edificato nel 1572-1579 dai fratelli Ponsello per Nicolò Grimaldi. L’architettura dell’edificio risulta tutt’ora scenografica, soprattutto grazie ai loggiati che si affacciano sulla strada, aggiunti nel 1597. L’edificio presenta la sequenza atrio – cortile – giardino, realizzati in preziosi materiali come il marmo di Carrara. Uno degli aspetti caratteristici del palazzo è la policromia della facciata, realizzata dall’alternarsi di materiali differenti come la pietra Finale, dal colore rosa, l’ardesia e il marmo di Carrara. A causa di un crollo economico della famiglia Grimaldi, il palazzo venne venduto subito a Gio Battista e Stefano Doria che fecero sistemare il giardino e il cortile interno; da subito dopo la costruzione, il palazzo risulta nel primo bussolo dei Rolli considerato uno dei palazzi più sfarzosi e di rappresentanza.
Il palazzo è collegato con l’attiguo Palazzo Bianco e fa parte del polo museale genovese, oltre che essere sede del Municipio, nel quale sono conservati alcuni cimeli appartenuti al violinista Paganini e la Maddalena penitente di Antonio Canova, oltre che due sale dedicate alla pittura genovese.
Un altro palazzo di Via Garibaldi, da subito iscritto al primo bussolo dei Rolli, è il palazzo Podestà o Lomellini Nicolosio. L’edificio venne edificato nel 1563-1569 da Bernardino Cantone su progetto del Bergamasco ed è caratterizzato dalla facciata decorata a stucchi che decorano anche gli interni dell’atrio. Anche in questo palazzo è presente la sequenza atrio-cortile-giardino al quale si aggiunge un ninfeo a grotta raffigurante il mito di Fetonte. Il palazzo ha subito diversi passaggi di proprietà: dai Lomellino (committente del palazzo), ai Pallavicini, Podestà e infine alla famiglia Bruzzo, che tutt’ora ha la proprietà del palazzo. L’edificio è sede di antiquari e studi di design, mentre nei piani superiori si organizzano mostre e visite guidate nel giardino. Per chi volesse anche solo dare una sbirciata al palazzo, si può tranquillamente entrare e ammirare l’atrio e il cortile con il ninfeo.
Da Via Garibaldi ci spostiamo in Via Balbi dove si trova il Museo di Palazzo Reale, nel palazzo voluto da Francesco Balbi nei primi anni del Seicento. Il palazzo risulta iscritto nel secondo bussolo dei Rolli del 1664, è ora polo museale costituito dalla dimora storica, con tutti i suoi arredi, dal cortile e dalla pinacoteca. L’originale planimetria a U venne ampliata e modificata nel tempo, estendendo il palazzo sempre più verso il porto, aggiungendo una terrazza sul lato del mare e una sui vicoli, verso la fine del Seicento. Dopo diversi passaggi di proprietà, venne acquistato dai Savoia ed infine divenne proprietà dello Stato dove mise la sede degli uffici del Ministero dei Beni Culturali ed istituì il Museo Reale.



La riscoperta di questo grande patrimonio genovese, risale in tempi recenti; come accennato in precedenza l’individuazione dei palazzi e la loro valorizzazione è iniziata alla fine degli anni ’70 ed è nel 1995 che i palazzi dei Rolli divennero parte dell’identità genovese, 11 anni dopo i vari edifici vennero inseriti al patrimonio dell’UNESCO e periodicamente i palazzi nobiliari aprono le loro porte in occasione dei Rolli days, weekend di visite guidate dove si riescono a visitare palazzi normalmente chiusi al pubblico. Infatti, se alcuni edifici sono diventati sede di Municipi o musei, molti restano ancora di proprietà privata sede di banche o di studi. Da precisare che l’accessibilità degli atri delle varie residenze di Via Garibaldi sono gratuite e offrono un’anteprima dello sfarzo e del gusto dei nobili cinquecenteschi. Oltre alle vie principali, i palazzi si situano in vari punti del centro storico di Genova, per una mappa integrale e interattiva dei 42 palazzi dei Rolli –> Palazzi dei Rolli UNESCO – Google My Maps
Il forte senso d’identità rende l’itinerario dei rolli molto sponsorizzato e curato, oltre alle varie edizioni dei Rolli days è infatti possibile scaricare l’app (android e ios) che identifica e spiega la storia dell’edificio.







