ATTRAVERSARE I MURI- Un’autobiografia di Marina Abramović

Attraversare i muri, autobiografia di Marina Abramović scritto in collaborazione con James Kaplan edito da Bompiani nel 2016, non è un semplice libro, ma è un viaggio. La stessa artista in poco più di 400 pagine racconta, attraversando dolori, passioni, sentimenti e arte, sé stessa e la sua vita. Il libro è una revisione del suo vissuto, scritto in maniera appassionante e estremamente scorrevole, anche per chi non conosce in maniera approfondita l’arte contemporanea.

L’artista serba, classe 1946 è conosciuta per essere la ‘grand mother’ e guerriera della performance art, un’esibizione costituita da un’azione artistica interdisciplinare presentata a un pubblico. Il fulcro della rappresentazione è l’esecuzione, che ha come obiettivo creare un legame indissolubile con gli spettatori in quel momento, coinvolgendoli e rendendo la loro reazione parte stessa della performance.

Marina Abramović, nel libro, descrive in maniera accurata il suo percorso d’artista, iniziando la narrazione dal principio di ogni persona: la sua infanzia. Nata a Belgrado, nel periodo buio della Ex Iugoslavia del dopoguerra sotto la dittatura di Tito, Marina vive apparentemente i primi anni da bambina agiata. I genitori, partigiani e comandanti di guerra, successivamente proclamati eroi, simpatizzanti del partito comunista, vivono di arte e cultura. É stato il padre a scegliere il nome Marina, in omaggio a una soldatessa russa di cui si era follemente innamorato durante il periodo di guerra, portando la moglie a sopportare poco quella forma di nostalgia e, successivamente, non tollerare la bambina stessa. Fin da piccola, infatti, Marina vive un’ angoscia esistenziale, in quanto vittima della madre che ha il pieno controllo su di lei fino all’adolescenza. Questa condizione, che le ha in seguito creato dei problemi psico-fisici, ha aiutato Marina a conservare un senso di ribellione e curiosità che è stato essenziale per la sua crescita artistica. Inizia, infatti, a vivere di arte, l’unica cosa che la madre le concede, iniziando a dipingere quadri figurativi. La sua formazione inizia a Belgrado presso l’accademia delle belle arti, nella quale studia tra il 1965 e il 1972. Il suo percorso artistico continua a Zagabria, dove ha iniziato a servirsi del suo corpo come strumento artistico.

Il vero e proprio momento di svolta è arrivato nel 1973 a seguito dell’incontro con Joseph Beuys, sua grande fonte di ispirazione che le ha dato la capacità di capire e potersi esprimere con l’arte performativa. Grazie alla sua educazione basata sulla disciplina, Marina studia e si forma utilizzando un metodo di lavoro estremamente controllato e rigoroso. Imposta le sue performance in modo razionale, cercando di sottrarre l’empatia nei confronti dello spettatore, per rendere l’esecuzione estremamente forte. Lo sguardo del pubblico, durante lo svolgimento delle sue opere controverse e irriverenti, attraversa l’artista e diventa specchio delle emozioni che lei prova.

“Quello che veramente stai facendo non è importante. Ciò che è importante è lo stato mentale con cui lo fai”

Marina Abramović

Estremamente importante nel libro e nella vita di Marina Abramović è la figura di Ulay, all’anagrafe Frank Uwe Laysiepen, nato in Germania nel 1943 e morto nel 2020. Incontrato all’età di 29 anni ad Amsterdam, Marina se ne innamora perdutamente e tra loro inizia una relazione e un sodalizio artistico che dura dal 1967 al 1988. Con lui realizza opere di estrema importanza per la storia dell’arte contemporanea: insieme hanno realizzato alcune performance, intitolate nel loro complesso Relation Works, attraverso le quali hanno esplorato i limiti della loro esistenza fisica e psichica, provocando continuamente il pubblico. I loro progetti e i loro ideali artistici sono descritti nel manifesto Art Vital:

“Arte Viva: nessuna dimora fissa, movimento permanente, contatto diretto, relazione locale, auto selezione, superare i limiti, assunzione dei rischi, energia in movimento, nessuna prova, nessuna fine prefissata, nessuna replica, vulnerabilità estesa, esposizione al caso, reazioni primarie”.

La loro tormentata storia d’amore, il loro rapporto conflittuale e per nulla semplice è descritto in modo forte, tanto che il lettore non può fare a meno che emozionarsi. Anche il loro allontanamento e la rottura del loro rapporto è stato, a tutti gli effetti, un’opera d’arte, dal titolo: The Leftlovers. I due artisti per dirsi addio si sono recati, nel 1988, agli estremi opposti della Muraglia Cinese. Ulay è partito dal deserto del Gobi e Marina dal Mar giallo. Dopo una camminata di 90 giorni e 2500 km, a metà si incontrano, si guardano e si salutano per sempre.

“C’è una parte di me che è eccitata dall’ignoto, dall’idea correre rischi. E quando si tratta di fare cose rischiose, non mi tiro indietro. Mi butto a capofitto.”

Marina Abramović

Il libro procede revisionando tutte le esperienze di vita e le performance dell’artista, fino alla descrizione di una delle sue più grandi opere: The Artist Is Present del 2010 al MoMa di New York, nel quale Marina per tre lunghi mesi si è seduta davanti a un tavolo di fronte al quale era stata posta una sedia su cui lo spettatore poteva sedersi in silenzio e fissarla negli occhi per qualche minuto. Impassibile davanti a migliaia di persone si è lasciata, per la prima volta, andare alla commozione quando vede, dopo 22 anni, lo stesso Ulay. Sono momenti di un impatto emotivo straordinario. La forza espressiva del corpo è totalizzante, attraversa gli spettatori innescando delle sensazioni intense, rendendo il rapporto tra pubblico e artista straordinario.

Ecco il loro incontro:

La potenza e l’intensità dell’ arte di Marina Abramović è compresa dal lettore attraverso i suoi occhi e le sue parole, che scorrono fluide e accurate tra le pagine. La guerriera forte, enigmatica e il suo amore sconfinato per la vita viene raccontato e descritto in Attraversare i Muri in modo chiaro e profondo, nel quale emerge, anche, una vulnerabilità delle relazioni, con i suoi veleni e squilibri, dimostrando l’instabilità e soggettività del concetto di arte ed espressione umana, nella quale ogni persona non può che coinvolgersi in un’ esperienza assoluta.

Se volete regalarvi una piacevole scoperta:

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