Arnaldo Pomodoro – To scratch, draw, write

La piccola galleria ABC-ARTE è situata in una delle vie principali di Genova, precisamente in via XX settembre, e fino al 14 ottobre ospiterà la mostra “Arnaldo Pomodoro – To scratch, draw, write” in collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Le opere di Pomodoro sono note a tutti, anche da chi non è un amante dell’arte contemporanea; infatti molte sono le sculture sparse nelle piazze di tutto il mondo, fra cui la Sfera situata nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani e l’imponente Novecento posto al centro della rotonda dell’Eur. Lo scultore, di fama internazionale, nasce a Montefeltro nel 1926 e, dopo essersi formato a Pesaro, inizia il suo percorso artistico nel secondo dopoguerra a Milano dove vive e lavora. Da subito la componente grafica delle sue sculture lo distingue e fa emergere la sua produzione che andrà a definirsi meglio negli anni Sessanta, quando comincia a unire la componente grafica a quella geometrica. Le sue opere, rigorosamente in bronzo, spesso lucidato, sono sfere, coni; superfici “semplici” dalle quali emerge la complessità del loro interno, fatto di segni, di scritte, di impronte e altre forme geometriche; degli ingranaggi irregolari e composti che squarciano la superficie pulita, lucida e regolare del loro contenitore.

Questa caratteristica non abbandonerà mai le opere di Pomodoro; per tutta la sua produzione artistica questo contrasto rimane un punto fermo che rende riconoscibile la mano dello sculture. Ciò non significa mancanza di evoluzione o monotonia della produzione, anzi è una ricerca infinita nel quale il contrasto fra esterno e interno, fra segno e scrittura vengono studiati e si evolvono in diversi modi, cercando e trovando nuove strade per i segni, il materiale e la scrittura.

La ricerca e lo studio di Pomodoro è palese nella piccola mostra della ABC-ARTE, che in quattro sale espone opere diversissime fra loro, appartenenti a una fascia cronologica molto ampia che va dal 1957 ad oggi. La mancanza di un ordine, di un percorso cronologico dell’esposizione porta il visitatore a perdersi fra le varie sculture, scoprendo l’essenza delle opere e dell’artista stesso. In mostra troviamo le opere più “riconoscibili” come la Spirale e le Steli, ma anche opere più audaci come Arco, Papiro I, Continuum, nelle quali il bronzo viene trasformato, piegato alla volontà dell’artista e alla natura dell’opera trasformando un metallo, materico, in carta, legno, spazio. Molto interessanti sono le Cronache, una serie di bronzi che raccontano storie diverse, ispirate a personaggi differenti, che vengono riflessi nei segni utilizzati, nel trattamento del materiale e nell’opacità e contrasto dei colori.

L’uso della scrittura è primario nella serie L’Arte dell’uomo primordiale di Emilio Villa; le lastre bronzee sono la riproduzione delle calcografie realizzate per l’omonimo volume. L’artista non è la prima volta che collabora con degli scrittori, come Sette Poesie di Guido Balla, volume esposto alla mostra.

Rilegata all’ingresso della galleria, è Lettera a K. l’opera ispirata soprattutto a Kafka, scrittore le cui opere fecero breccia nella poetica di Pomodoro. Come spiega l’artista stesso, non è la prima volta che un’opera faccia riferimento a un testo letterario, ma in questa scultura non viene solo omaggiato Kafka, che con i suoi romanzi ha ampliato la visionarietà dell’artista, ma anche a Kirkegaard e Klee.

Arnaldo Pomodoro,Lettera a K., 1965 – Foto Aurelio Barbareschi

Nonostante la piccola dimensione dell’esposizione, la visita è assolutamente consigliata; unica pecca è la mancanza di piccole spiegazioni delle opere, che invoglia a comprare il catalogo ragionato della mostra, acquistabile nella stessa galleria. La visita è completamente gratuita e all’ingresso vengono consegnati dei fogli dove vi è il comunicato stampa, la biografia dell’artista e una planimetria della galleria con la collocazione delle opere esposte.

Le foto delle opere sono state prese dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro

Le foto dell’esposizione sono di ABC – ARTE

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