Marc Chagall è, come si suol dire, figlio del suo tempo. Nato e cresciuto in Russia nel 1887, assiste a una vera e propria rivoluzione culturale che dilaga in tutta Europa nei primi venti anni del ‘900. Tramite la diffusione del movimento ‘MONDO DELL’ARTE’ (Mir Iskusstra), che diffonde il progetto della sintesi dell’arte e una voglia di rinnovamento di tutte le forme di attività creative, la Russia stessa vive un risveglio artistico che avviene nella scuola di Abramtsevo, nella quale si recupera la tradizione, ma che anticipa i tempi accogliendo molti artisti delle Avanguardie.
Vi è in questi anni un nuovo e importante dialogo tra Russia e paesi occidentali: entrano nuovi gusti impressionisti e post impressionisti nel movimento stesso. La rivista del ‘Mondo dell’arte’ pubblica articoli e opere di vari artisti europei, portando a un’ apertura della visione culturale e a una lacerazione nei confronti della tradizione.
Chagall vede e vive questo nuovo concetto di arte e di incontro tra Oriente e Occidente. Già dal 1906 inizia a studiare arte a Vitebsk con Yudl Pen per poi, l’anno successivo, trasferirsi a San Pietroburgo dove continua a studiare e crea le sue prime opere, tutte dedicate alla sua città natale.
Nel 1908 viene organizzata in città un’ esposizione estremamente importante nel panorama artistico: la mostra di pittura francese con tutti i Fauves, artisti impressionisti e post-impressionisti, che Chagall vede, commenta e assorbe con Léon Bakst, suo secondo mentore. Da questa esposizione il giovane pittore impara l’importanza del colore e delle sfumature, e si avvicina e studia alcune riproduzioni di Gauguin, del quale prenderà spunto, in tutta la sua prima fase, colori e immagini. Gauguin è il pittore dei personaggi esotici, delle donne tahitiane, bellissime e serene, figlie di una cultura primitiva, che simboleggiano la vita avventurosa e piena di viaggi del pittore francese.
Quello che ci si chiede, quindi, è: come può un tipo di pittura basata su colori accesi e straordinariamente marcati, con figure di paesi lontani e diametralmente opposti, condizionare la produzione artistica di Chagall che vive nella Russia imperiale del primo Novecento?
Dimenticatevi le sue opere che sembrano poesie su tela, i soggetti onirici e surreali, il tratto semplice e genuino che lascia nel pubblico la sensazione di pace e serenità. I simboli che usa nei suoi primi quadri, infatti, sono simili a quelli di Gauguin, nelle Nozze Russe del 1909, ad esempio, si vede come nei contorni netti e marcati, nei tagli compositivi, nel colore steso a zone e nella semplificazione dei piani cromatici, si riprende il maestro.
In Ritratto della sorella Mania, il riferimento alla pittura gauganiana è, in questo caso, esplicita, nelle forme del viso della sorella, nei colori e nella descrizione fisica del volto della giovane donna. Si può accostare al dipinto di Gauguin, Donna con fiore, del 1891. I ritratti hanno in comune l’uso quasi esclusivo dei colori primari stesi in larghe zone piane in cui è quasi bandito il chiaroscuro. Altrettanto simili sono gli accostamenti tra le tonalità complementari che fanno risaltare maggiormente la figura femminile. Prevalgono in entrambi, i tratti marcati del volto e le calde tonalità del carnato.
Tutto questo si può notare anche nell’ Autoritratto con colletto bianco, del 1914. Affiancato agli Autoritratti di Gauguin, del 1890 e 1893, si nota la somiglianza delle forme tahitiane, della visione dell’artista selvaggio, dai tratti “primitivi”, la cui rudezza è accentuata dalla semplicità della pennellata, la faccia è contratta, con lo sguardo fisso allo spettatore. Lo sguardo di entrambi è deciso e serio, quasi a voler esprimere la stessa emozione.
I due artisti non si conoscono mai, ma entrambi hanno un percorso simile: lasciano la patria natale, si trasferiscono in Francia, vivono, assimilano e fanno proprie le novità e le rivoluzioni artistiche dilaganti tra fine Ottocento e primo Novecento.
Gauguin muore nel 1903, dopo una vita solitaria, quasi maledetta, con una personalità tormentata e controcorrente, incompreso dai suoi contemporanei, il quale, però, ha inconsciamente influenzato la prima fase della produzione un giovane Marc Chagall, pittore malinconico nei confronti di una patria perduta, amante delle emozioni e sentimenti semplici e quotidiani, che caratterizzano la sua arte.
“L’arte è o plagio o è rivoluzione”
Così afferma lo stesso Gauguin, ma, se ci pensiamo, è naturale che l’artista, faccia un lavoro di indagine e ricerca nel proprio tempo e della propria cultura, costruisca proprie esperienze ed impressioni riconducibili alla storia dell’arte, diventando piano piano padrone della propria tecnica.





