Nel cuore del Friuli Venezia Giulia vi è un comune famoso per il suo vino e per essere patria di Pier Paolo Pasolini: Casarsa della Delizia, importante anche per un altro fattore, ossia ha dato il natale a Elio Ciol, fotografo di successo mondiale. Da martedì 3 marzo fino al 1 agosto 2021 nel cuore della città, nello spazio espositivo comunale dell’ex municipio, firmato dall’architetto Gino Valle, vi è una mostra dal titolo “Respiri di Viaggio” in cui sono presenti 120 scatti, molti dei quali inediti, in cui sono rappresentati gli ultimi trent’anni di viaggi all’estero del maestro.
Classe 1929, dagli anni Cinquanta Ciol ha costruito una visione molto personale della fotografia, specializzandosi in quella di paesaggio, arrivando a dei traguardi personali importanti, come la realizzazione di libri fotografici e cataloghi di mostre. Nel dicembre 2001 il New York Times gli ha dedicato uno spazio nella sezione Arts and Leisure e le sue opere sono presenti in collezioni private e in istituzioni pubbliche in Italia e all’estero, come al Metropolitan Museum of New York, MAMM di Mosca e nei Musei Vaticani a Roma.
Le foto della mostra, definite dallo stesso autore “momenti di privato incanto”, per lo più in bianco e nero, dopo un anno di chiusure, lockdown e isolamento, ci fanno sognare e incuriosire. É la curiosità, sia quella del visitatore, sia quella dello stesso fotografo, infatti, il filo conduttore della mostra.
“Quello che mi colpiva come cosa nuova, inaspettata, esuberante e in armonia col luogo che visitavo, sempre così lontano dal mio Friuli”
Elio Ciol
Lo spazio espositivo, ampio e ben organizzato apre il viaggio con una serie di opere in bianco e nero dell’Andalusia, visitate da Ciol nel 1994. Continuando a camminare per la mostra, si ammirano posti e monumenti noti e famosi osservati, però, con un occhio nuovo, espressivo e lontano dal solito reportage. I luoghi, infatti, sono presentati, non solo come paesaggio o architetture, ma come elaborazione della propria curiosità all’interno di un contesto noto o conosciuto.
Passando dai vasti paesaggi dell’Armenia, Cappadocia e Mongolia a realtà urbane fittamente popolate come Varanasi, sulle rive del Gange, si arriva ad architetture cristiane come i Monasteri di Rila in Bulgaria e di Zagorsk in Russia in cui i colori e le iconografie consacrate sono simbolo dell’eleganza dell’arte sacra. Da siti archeologici come quello di Leptis Magna in Libia, Gerasa e Petra in Giordania a edifici Islamici come Bukhara e Samarcanda si arriva anche al Museo Guggenheim a Bilbao, in cui Ciol “non dà conto all’architettura, ma elabora un paesaggio”, come annota il curatore Fulvio Dell’Agnese nel catalogo, edito da Punto Marte.
Il viaggio finisce con un paesaggio inaspettato: quello dell’isola di Santorini in Grecia, fotografato nel 1986. L’azzurro limpido e saturo del cielo accostato al bianco luminoso delle case greche spiccano in maniera spettacolare rispetto alle fotografie precedenti, producendo un sentimento di tranquillità e calma dopo un turbinio di emozioni inattese, come quando si torna a casa dopo un lungo viaggio.
Dal clima dell’Andalusia, all’Est europeo, dal Medi-oriente lungo la Via della Seta fino a toccare Cina e Mongolia, Elio Ciol di emoziona, ci fa sognare e ci fa sperare di poter presto tornare a viaggiare e respirare la libertà di viverci il mondo di nuovo.
Qui di seguito una video intervista di Elio Ciol mentre passeggia nel cuore della mostra, in cui racconta la storia di questi meravigliosi viaggi:
“Elio Ciol. Respiri di viaggio” resterà aperta fino al 1 agosto con ingresso libero e nel rispetto delle vigenti normative anti-Covid seguendo i seguenti orari: il giovedì e venerdì ore 15-19; sabato e domenica ore 10.30-12.30 e 15-19, ma con prenotazione obbligatoria entro le 18.30 del giorno precedente via telefono/whatsapp al n. 338-7874972 oppure via mail a procasarsa@gmail.com.













