Chi, camminando su Riva degli Schiavoni, dopo una visita alla Basilica di San Marco, o magari allo storico Palazzo Ducale, non ha sognato ad occhi aperti davanti alla facciata dello storico Hotel Danieli? L’antico palazzo Veneziano si trova a pochissimi metri da Piazza San Marco, sulla più grande Riva veneziana, così denominata in quanto i naviganti dalmati di “Schiavonia” (ovvero Dalmazia), usavano ormeggiare proprio qui i loro navigli in attesa di concludere gli affari. Questa riva è oggi una famosa passeggiata, che dall’unica piazza della città conduce fino ai Giardini della Biennale, movimentata dalla successione di facciate più o meno antiche che la percorrono, spesso affollata da bancarelle e turisti.
Quando il palazzo fu edificato per i Dandolo nel XIV secolo, la riva era sicuramente diversa da come la vediamo oggi. I Dandolo erano un’antica famiglia patrizia veneziana che vantò ben 4 Dogi nelle sue varie generazioni, tra cui Enrico, eletto il 21 giugno del 1192, che fu condottiero della IV Crociata e della conquista di Costantinopoli. L’edificio quindi il nome della nobile famiglia, ma già nel 1536 il palazzo venne in parte acquistato da un’altra famiglia nobiliare, quella dei Gritti e, in seguito, passò di mano a molte famiglie serenissime, dai Bernardo, ai Mocenigo. Da sempre palazzo Dandolo è ricodato per le grandi feste che vi si tenevano e per gli illustri ospiti che vi alloggiarono: nel 1629 si tenne qui il fastoso il ricevimento per le nozze fra Giustiniana Mocenigo, e Lorenzo Giustinian, nel quale fu anche rappresentato uno dei primi drammi scritti a Venezia, la Proserpina rapita di Claudio Monteverdi e Giulio Strozzi, con fastose scenografie del pittore veneziano Giuseppe Alabardi detto lo Schioppi. Negli anni il palazzo acquistò ancora più importanza come simbolo di mondanità, lusso, e opulenza.

Ma facciamo un salto in avanti nel tempo, quando nel 1822 l’edificio fu acquistato da Giuseppe Dal Niel, soprannominato Danieli, che affittò, all’inizio, parte del palazzo e lo trasformò nell’hotel che da generazioni siamo abituati ad associare a questo bellissimo edificio veneziano. L’ Hotel Danieli dopo pochi anni si espanse a tutta la struttura, e fu quindi effettuato un importante restauro, che ne mutò sia l’interno che l’esterno, rendendoli più affini ad un gusto neogotico, uno stile che era molto in voga a metà ‘800; tale operazione fu progettata dall’architetto e pittore Tranquillo Orsi.
La facciata dell’edificio nasce già nel Trecento con una chiara influenza di matrice gotica, che si esprime al meglio nell’esafora del piano nobile e nell’ottafora del secondo piano, entrambe scolpite nella caratteristica pietra d’Istria con la quale è stato realizzato anche il portone di ingresso. Gli interni ripensati da Orsi ben si sposano con la struttura preesistente: presentano infatti numerosi richiami architettonici al periodo medievale. Lo stile più evidente è però quello moresco-orientaleggiante: elemento centrale del progetto del famoso architetto è l’atrio principale, dominato da una scalinata dorata e dalle gallerie decorate con archi moreschi e con colonnine di richiamo orientale. L’interno, contiene opere d’arte, mobili d’epoca e lampadari realizzati a Murano.



Fig. 1. Particolare della facciata dell’Hotel Daneli, con le esafore e le ottafore; Fig. 2. Atrio principale con la scalinata decorato in stile moresco; Fig. 3 Interni dell’Hotel in stile veneziano, con lampadario di murano e dipinti ottocenteschi.
Goethe, Marcel Proust, John Ruskin, Charles Dickens, Eugenio Montale, Percy Shelley, sono solo alcuni dei nomi di poeti e intellettuali che negli anni soggiornarono al Danieli. Palazzo Dandolo oltre che esser stato un’icona nel passato lo è anche nel prensente: spesso infatti viene scelto da registi internazionali come location dove girare pellicole e da star del cinema in cui soggiornare. Il Danieli appare, per citare solo alcuni film, in Il viaggio (1974) di Vittorio de’ Sica con Sophia Loren, in tre dei molti kolossal di James Bond, Moonraker (1979), Dalla Russia con Amore (1963) e Casino Royale (2006), e anche nel più recente The Tourist (2010).
Nel 1948 l’albergo fu oggetto di un ampliamento, quando furono demoliti gli edifici che lo separavano dal Palazzo delle Prigioni, e venne edificata una nuova ala dell’hotel, il Palazzo Danieli Excelsior, progettato dall’architetto Virgilio Vallot. Questo nuovo cantiere venne contestato con forti polemiche, poiché in quel luogo era stato ucciso il doge Vitale II Michiel e dal 1172, anno dell’omicidio, non era stata più concessa la costruzione di edifici più alti di un piano, indicazione che la dependance superava di gran lunga. Oggi quindi, si può ‘vivere’ l’Hotel Danieli in tre palazzi attigui: Palazzo Dandolo, Palazzo Casanova e Palazzo Danieli Excelsior, detto anche Danielino, risalenti rispettivamente al XV, XIX e XX secolo. Con un investimento di 40 milioni di euro il Gruppo Statuto, che è proprietario anche della catena Four Seasons, ha avviato nel 2008 un corposo piano di ristrutturazione del Danieli, nel quale sono stati coinvolti architetti e interior designer di fama internazionale come Jaques Garcia e Pierre Yves Rochon; questi hanno donato all’albergo uno stile rinnovato ed esente dalla “polvere del tempo”, ma non l’allure che da sempre caratterizza questo unico edificio e che fa sognare chiunque ci passi davanti per una semplice passeggiata, o i più fortunati che possono permettersi le sfarzose suites storiche.