L’astrologia è una teoria che si basa sullo studio dei movimenti dei pianeti del sistema solare e sulla certezza che essi possano influire le predizioni riguardanti il futuro terrestre. Questa convinzione, storicamente popolare, da sempre ha affascinato e appassionato tantissime persone. Chi di noi, infatti, non si è mai fermato, anche solo un attimo, a leggere o ascoltare l’oroscopo e a tentare di capire le caratteristiche del proprio segno? E non vi siete mai chiesti, guardando qualche opera d’arte, come mai fossero presenti alcuni simboli zodiacali?
Partiamo dal principio: l’astrologia è sicuramente una scienza molto antica che ha le sue origini in Mesopotamia nel XIV sec. a.C. e da subito ha avuto un legame indissolubile con le più antiche forme d’arte che servivano a rappresentare, inizialmente, i movimenti dei pianeti, posti principalmente su sigilli reali. L’iconografia della rappresentazione del cielo si impone in maniera solida e costante dall’epoca babilonese in poi, realizzando immagini zodiacali con pianeti e stelle. É dall’epoca carolingia, però, che esistono i primi antichi testi astrologici scritti, successivamente ampliati e elaborati in epoca Medioevale. É curioso che proprio in quest’epoca queste credenze vengono divulgate e radicalizzate nella vita quotidiana, con la distribuzione, ad esempio, delle strutture a calendario, delle mappe celesti e delle raffigurazioni mitologiche delle costellazioni, nonostante la presenza e la diffusione sempre più forte della Chiesa e del cristianesimo.
Dal Quattrocento i cicli astrologici entrano nella sfera artistica in maniera ufficiale, grazie a una delle più grandi famiglie dell’epoca: i Medici. Con Cosimo il Vecchio, iniziò una vera e propria tradizione di committenze di opere con all’interno temi astrologici. Il primo oroscopo dipinto, infatti, risale al 1442, nella Cupolina della sagrestia vecchia, realizzato da Giuliano D’ Arrigo a Firenze sotto la committenza dello stesso Cosimo il Vecchio. Nell’affresco si notano in maniera nitida i segni zodiacali, il sole, i meridiani e il Polo Nord e la loro posizione non è casuale, anzi. Dopo i restauri eseguiti negli anni ‘80, infatti, si è arrivati a determinare che è raffigurato il cielo del giorno del 4 luglio 1442. L’artista ha eseguito l’affresco utilizzando la tecnica della pittura a secco su fondo di azzurrite con gli elementi astronomici disegnati a foglia, sostenuto dall’aiuto dell’astronomo Paolo Dal Pozzo Toscanelli, amico della famiglia committente. Grazie a uno strumento inventato e costruito da Filippo Brunelleschi appositamente per l’astronomo e posto nella cupola di Santa Maria del Fiore, Toscanelli è riuscito a misurare lo spostamento impalpabile e molto lento dello zodiaco e a riproporlo a D’Arrigo per la cupola della chiesa di San Lorenzo.

A casa Medici è con Lorenzo il Magnifico che si radicalizza una tradizione iconografica che viene continuata successivamente da Cosimo I: l’uso dei simboli e delle icone del segno del Capricorno. Lorenzo è nato sotto questo segno, come Ottaviano Augusto e Alessandro Magno, con ascendente scorpione, segno di Marte, pianeta della guerra e del combattimento.

La situazione astrologica di Lorenzo il Magnifico viene riassunta nell’incisione del 1470 ca. in cui viene raffigurato con l’elmo indossato nella giostra, un torneo fiorentino, organizzato nel 1469 a Santa Croce. Si nota che nella parte posteriore è presente la testa dello stambecco, simbolo del Capricorno, e nella parte anteriore vi è la personificazione di Marte raffigurato con la lancia e lo scudo, poggiante i piedi su un’aquila. Da qui è iniziata una vera e propria diffusione di immagini del segno del Capricorno, che ornano molti palazzi fiorentini, statue o dipinti raffiguranti componenti della casa Medici, come segno vero e proprio simbolo di potere.
A Roma, negli stessi anni si sta realizzando uno dei più importanti e cicli astrologici del secolo: quello dipinto dal Pinturicchio nella Sala delle Sibille nell’Appartamento Borgia. Sotto la committenza del papa Alessandro VI, viene realizzata in un lasso di tempo molto breve, tra il 1492 e 1494, confermando la fama e la bravura del pittore, che utilizza una tecnica mista tra affresco e una pittura più rapida a secco. Il papa ha voluto il complesso decorativo a seguito del suo interesse e passione nei confronti della cultura ermetica e fece rappresentare sé stesso nel trionfo di Venere, in cui il carro della dea viene tirato non da colombe, come da tradizione, ma da buoi, animali simbolo dei Borgia. Sono raffigurati i figli dei Pianeti sulla volta, in scomparti trapezoidali, sovrastati dal trionfo del pianeta, personificato da un Dio, affiancato da tutti i segni zodiacali con, in primo piano, gruppi di uomini intenti a svolgere delle attività secondo l’influsso di quel determinato astro.


Gli stessi temi del Pinturicchio vengono ripresi dal Perugino nel soffitto di Sala delle Udienze del Collegio del Cambio di Perugia, realizzato tra il 1496 e il 1500. Il trionfo degli dei planetari, in questo contesto, vengono introdotti per completare il programma decorativo di Francesco Maturanzio, che ideò uno schema di corrispondenza tra le attività pagane e cristiane. Accanto alle virtù cardinali, infatti, vi sono raffigurati: eroi dell’antichità, la Trasfigurazione, la Natività, l’Eterno, i profeti con le Sibille. In alto, in sei spicchi triangolari, vi sono le personificazioni di un Dio/Pianeta legato ai segni zodiacali, raffigurati su carri fastosi trainati da vari animali. Si vedono Saturno, Giove, Apollo/Sole, Mercurio, Diana/Luna e Venere.




L’interesse per l’astrologia da parte dei committenti e la interpretazione e realizzazione da parte degli artisti del Quattrocento, introduce un nuovo tipo di decorazione con il tema dei miti zodiacali al centro, influenzando in modo preponderante molte opere dei secoli successivi.
L’ attrattiva e la curiosità per i pianeti, per la loro particolare natura e l’incidenza di essi sulla vita umana, ha sempre affascinato e appassionato, portando molta gente o a crederci o a rifiutare questa visione. Una cosa è certa, sia che facciate parte della prima, sia della seconda categoria, quando vediamo e studiamo un’ opera con riferimenti astrologici o simboli zodiacali, ricordiamoci che c’è sempre stato un artista che si è emozionato ad alzare gli occhi al cielo.