The Unfaithful wife moderna

Oggi, sempre per celebrare la festa delle donne, vi vorremmo presentare una delle opere esposte all’interno della mostra “Love is in the air” a Palazzo Fagnani, nella galleria d’arte The Pool New York City a Milano.

L’opera di Eteri Chkadua si intitola “Unfaithful wife”. La scelta di descrivere quest’opera per la ricorrenza della festa delle donne, deriva da 3 motivi principali: primo fra tutti per la storia e la personalità dell’artista Eteri Chkadua, estremamente forte e determinata, secondo per il significato dell’opera, terzo e ultimo motivo per il ruolo che ricopre l’opera all’interno della mostra.

La personalità dell’artista

Eteri Chkadua, classe 1967, è un’artista contemporanea, nata e cresciuta nel georgiano sovietico. Il suo paese d’origine la forma sia culturalmente che artisticamente fin da giovane, tanto da instaurasi in lei un forte sentimento d’orgoglio patriottico. Questo legame però si spezza quando, nel 1988, è costretta per ragioni politiche ad abbandonare il suo amatissimo paese per dirigersi verso la sicurezza degli Stati Uniti. A quel tempo la Georgia lottava per l’indipendenza dall’Unione Sovietica, di cui aveva fatto parte per 70 anni. Quando la tensione politica e militare diventò insostenibile, Eteri Chkadua decise di scappare. L’artista è stata una dei primi giordani a partire, solo grazie ad una storia d’amore che aveva instaurato con un linguista americano, il quale le permise addirittura di ottenere un visto per motivi politici negli Stati Uniti. Il primo approccio con gli USA non fu affatto facile, in particolare trovò spiazzante il fatto che nessun americano fosse a conoscenza dello stato di guerriglia all’interno del suo paese natale. Allo shock iniziale, l’artista rispose iniziando a parlare e a far emergere il suo estremo amore verso la sua nazione attraverso la sua arte. La sua mancanza di casa in breve tempo si é tramutata in espressione artistica, in quanto i suoi dipinti sono diventati la sua “voce” visiva, una traduzione materiale e concreta del suo profondo amore verso la Georgia.

Attualmente Eteri Chkadua vive a New York e Kingston, in Giamaica. La sua figura si ricollega alla festa dell’otto marzo poiché, oltre ad essere una donna estremamente intraprendente e che nella vita ha saputo cavarsela ed emergere anche nelle situazioni più estreme, nella sua arte i suoi personaggi inventati (o anche autoritratti) hanno l’intento di ricreare un nuovo costrutto d’identità femminile contemporanea. Le sue donne sono maestosamente fiere, in quanto sono portatrici di valori sociali e culturali, come la determinazione, il coraggio estremo e la tenacia. Eteri veste le sue radiose ragazze neo-dada con le stesse tecniche minuziose e laboriose dei vecchi maestri fiamminghi, ogni elemento all’interno della composizione non è casuale ma serve ad esplicitare la personalità del soggetto. La sua parsimonia è tale che riesce a completare solo tre o quattro dipinti all’anno.

L’opera “Unfaithful wife”

Da queste premesse sull’artista, si può comprendere il significato dell’opera stessa, la quale fu esposta alla 52esima edizione della Biennale di Venezia del 2007. L’opera richiama una tradizione del patriarcato georgiano, in base alla quale se una donna viene colta nel misfatto di tradire il marito, se in seguito ha intenzione di redimersi dall’atto sovversivo, ha come unica alternativa quella di compiere un “rito sacro” della vergogna. In Georgia, per essere inserita nuovamente nella comunità dopo il tradimento, la donna deve accettare di essere coricata su un asino (di spalle, in segno ovviamente dispregiativo) e di percorrere tutte le vie cittadine, nelle quali i membri della comunità sono “invitati” a beffeggiarla ed umiliarla pubblicamente sulla piazza, lanciandole ortaggi o addirittura pietre. Chiaramente questa pratica oltre ad essere immorale è anche estremamente umiliante e pericolosa per l’integrità fisica della donna, ma da questo presupposto comprendiamo la forza dirompente di questo quadro. Diversamente dalla tradizione giordana, dove la donna deve essere posta su un asino, nel quadro osserviamo la presenza di una zebra. La scelta non è casuale in quanto (a differenza dei cavalli o degli asini) è l’unico quadrupede che l’uomo non è mai riuscito a domare, perciò nel corso dei secoli e tutt’ora è rimasta prevalentemente selvaggia. Un altro aspetto per cui l’opera si differenzia dalla tradizione è che la sua protagonista non è affatto dispiaciuta, al contrario mostra un certo senso di fierezza e per questo motivo non indossa affatto gli abiti neri (secondo le norme sociali), bensì presenta indumenti europei che le permettono anche di mostrare fieramente la bellezza disarmante. L’elemento che a mio avviso rende quest’opera estremamente interessante è lo sguardo della protagonista, che non è rivolto all’osservatore bensì a quello che dovrebbe essere suo marito, che però non è volutamente presente nell’opera, in quanto considerato insignificante dall’artista. Lo sguardo in questione è carico di sfida e tenacia, che rendono la protagonista simile alla zebra, ovvero un’anima libera, indomabile, ed eternamente se stessa.

La mostra

Ultimo aspetto di cui vorrei trattare oggi è il ruolo dell’opera all’interno della mostra “Love is in the air”. Nonostante la Lombardia sia almeno per ora “arancione rinforzato”, ci terrei a ricordare che le gallerie d’arte rimangono aperte, quindi quale migliore occasione oggi per scoprire questi luoghi d’arte (principalmente sconosciuti ai più). La mostra a mio avviso è particolarissima e vale sicuramente una visita, in quanto rilegge in chiave moderna l’amore che nacque tra Ugo Foscolo e Antonietta Fagnani Arese. Il loro amore fu assolutamente travolgente e non esclusivamente erotico, bensì si trattò soprattutto di un sodalizio letterario e anche politico. La storia però non durò a lungo, in quanto Antonietta era una donna troppo moderna per la sua epoca, tanto da non essere in grado di “appartenere” solo ad un’unico uomo. Questo aspetto di Antonietta era inconciliabile per Foscolo, così, come nella storia tra Catullo e Lesbia, in breve tempo i due amanti si separano. A questo punto sorge spontaneo creare dei parallelismi tra Antonietta Fagnani Arese, l’“Unfaithful wife” e Eteri Chkadua, tutte e tre donne estremamente libere, contemporanee, che non temono di mostrarsi per quello che sono.

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