Banksy: A visual protest

Il Chiostro del Bramante si riconferma come uno degli spazi espositivi più interessanti di Roma, proponendo mostre al passo con i tempi. Finalmente, dopo la lunghissima chiusura, è possibile tornare a visitare la mostra dedicata allo street artist più famoso di sempre: Banksy.

Organizzare la visita è semplice, basta prenotare il biglietto sul sito apposito e recarsi in orario al Chiostro, dove gli addetti si occuperanno di far rispettare gli spazi e gli ingressi contingentati. L’organizzazione è impeccabile e le norme anti-covid ben rispettate. Ogni visitatore, inoltre, ha a disposizione una audioguida gratuita disponibile sul sito web, che può ascoltare dal proprio smartphone.

La mostra si propone di presentare il personaggio Banksy attraverso le sue serigrafie: non sono presenti opere strappate dalla strada, ma solo stampe appartenenti a collezioni private e copertine di dischi, per un arco temporale che va dal 2001 al 2017.

La prima sala espone una delle creazioni più note dell’artista: Girl with baloon. Il murales apparve per la prima volta a Londra nel 2002 e fu utilizzato per la campagna “Stand with Syria”. Nell’ottobre 2018 in asta da Sotheby’s venne battuta una versione della stampa per circa un milione di sterline, ma al momento dell’acquisto si azionò un trita documenti nascosto che la distrusse. L’ennesima provocazione di Banksy!

Nella seconda sala si trovano i topi, le scimmie e il leopardo, gli animali sono infatti soggetti spesso presenti nelle opere di Banksy e si fanno portavoce di tematiche sociali. I topi sono un po’ come i writers, agiscono nella notte e lasciano tracce del loro passaggio; mentre le scimmie rappresentano una caricatura dell’essere umano.

Nella quarta sala si trovano immagini fortemente critiche tra le quali spicca Napalm: la famosa bambina fotografata in Vietnam da Nick Ut nel 1972 viene affiancata da Mickey Mouse e Ronald McDonald, due icone della società capitalisa americana.

Il contrasto tra dramma e felicità è la caratteristica anche di Grin reaper e Have a nice day esprimono l’opposizione di Banksy alla guerra, in particolare quella che si stava consumando in Iraq nel 2005. Il Grim Reaper diventa dunque “Grin”, che in inglese significa sorriso. La morte sorride, consapevole che la guerra le porterà innumerevoli vite.

Lo stesso senso di straniamento ci è dato dalla Madonna col Bambino, tipica immagine religiosa di amore materno, nella quale però il biberon è una bottiglia di veleno. Banksy dunque non si tira indietro neanche nel dissacrare la religione, mostrando un Cristo crocifisso che tiene in mano delle buste con i regali di Natale, facendoci riflettere sul vero senso di questa festività e di come si sia trasformata in puro consumismo.

Più ironica è la serigrafia Pulp Fiction, ripresa da una scena del noto film di Tarantino del 1994. La stampa apparve a Londra nel 2002, vicino la stazione della metropolitana di Old Street, venne coperta nel 2007 dalla Transport for London per “contrastare l’atmosfera di decadenza sociale”, ma Banksy tornò nello stesso posto, con un murales raffigurante la medesima scena di Pulp Fiction ma i personaggi avevano pistole vere, indossando custumi di banana.

Al secondo piano della mostra vengono presentate le copertine dei dischi realizzate da Banksy per i Blur, Black Twang, Grand Theft Audio, Dirty Funker.

Una sala è dedicata a progetto The Walled off Hotel (L’albergo fuori dal muro): nel 2017 Banksy aprì un hotel a Betlemme, a pochissimi passi dal muro che divide Israele dalla Palestina. L’obiettivo dell’artista era quello di mostrare alle persone come si vive in un territorio problematico e pericoloso, creando un albergo-museo in cui i visitatori potessero avere l’impressione di stare in vacanza, ma l’ambiente esterno era tutto fuorchè rilassante.

La mostra si conclude con due dei lavori più noti dello street artist: Jack e Jill e il Lanciatore di fiori.

Il bilancio finale della mostra è decisamente positivo: l’organizzazione è impeccabile, così come gli spazi espositivi e l’illuminazione. Ho apprezzato il fatto che, nonostante Banksy sia uno streetartist e i suoi lavori nascono, vivono e muoiono nelle strade, il Chiostro del Bramante sia riuscito a presentarlo senza nessun esemplare tolto dalle strade. L’audioguida gratuita è ben fatta ed esaustiva, insieme ai pannelli esplicativi presenti sotto ogni opera il visitatore riesce ad avere una panoramica completa su Banksy e i suoi lavori.

Info utili:

Chiostro del Bramante, Via Arco della Pace 5, 00186 Roma

Costo del Biglietto: 15 euro

Consigliata la prenotazione.

Per conoscere ancora meglio Banksy, consigliamo questi libri:

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