Itinerari d’arte: Raffaello a Roma

Roma è una delle città italiane dove si possono ammirare alcune tra le più belle opere di Raffaello Sanzio. L’artista soggiornò nell’Urbe dal 1508 al 1520, anno della sua morte. Lavorò al servizio di papa Giulio II prima, e di Leone X dopo, realizzando celebri opere quali le Stanze e le Logge Vaticane, ma lavorando anche per altri potenti committenti, come Agostino Chigi.

Nel percorso proposto procederemo in ordine cronologico, tenendo il vaticano per ultimo. Abbiamo creato un percorso su Google Maps, consultabile a questo link.

  1. Galleria Borghese

La collezione Borghese, in gran parte derivata dal desiderio di collezionismo di Scipione Borghese, possiede tre opere di Raffaello. La più celebre è sicuramente la Deposizione (1507), chiamata Deposizione Borghese in quanto uno dei pezzi fondatori della collezione, ma che in origine prendeva il nome di Deposizione Baglioni. La pala venne infatti commissionata da Atalanta Baglioni, nobildonna di Perugia che aveva perso il figlio in battaglia e volle dedicargli una sontuosa pala d’altare. Scipione Borghese, cardinale e nipote del papa, agognava questa tavola e, non riuscendo ad acquistarla, Paolo V ordinò ai frati di portargliela e la donò al nipote.

La seconda opera conservata nella Galleria è l’allegorico Ritratto di Dama con il liocorno. Questa opere venne ridipinta pochi anni dopo la morte del Sanzio, venendo trasformata in una Santa Caterina: al posto del liocorno c’era una ruota e la donna venne coperta da un pesante panneggio. Fu Roberto Longhi ad avanzare l’ipotesi che si trattasse di un dipinto di Raffaello, le indagini radiografiche confermarono la pittura sottostante e si decise di procedere a un intervento di pulitura che riportò alla luce l’antica dama.

Infine, nella Galleria si può ammirare il Ritratto virile (1503-1504). L’identità dell’uomo non è certa, si pensa a Perugino, o Pinturicchio, oppure ancora a Francesco Maria della Rovere.

  1. Chiesa di Sant’Agostino

Questa chiesa, oltre alla Madonna dei Pellegrini di Caravaggio, ospita l’affresco di Raffaello raffigurante Sant’Isaia. Si trova sul terzo pilastro sinistro della navata maggiore, sotto di lui c’è una statua del Sansovino rappresentante Maria con il Bambino e sant’Anna. L’affresco venne commissionato da Johan Goritz. Realizzato tra il 1511 e il 1512, risente molto dello stile di Michelangelo, che proprio in quegli anni aveva svelato la prima parte della Cappella Sistina.

  1. Basilica di Santa Maria del Popolo, Cappella Chigi, 1513-1514.

Anche questa chiesa ospita un Caravaggio: nella cappella Cerasi ci sono infatti la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Paolo del Merisi, mentre la pala d’altare è l’Assunzione della Madonna di Annibale Carracci.

Raffaello in questa basilica presenta le sue doti da architetto, realizzando nella cappella Chigi un ambiente a pianta centrale con una cupola emisferica. Al suo interno vi sono altri capolavori: Abacuc e l’angelo e Daniele e il leone di Bernini, Giona che esce dalla balena e Elia del Lorenzetto. La pala d’altare presenta la Nascita della Vergine di Sebastiano del Piombo e Francesco Salviati, dipinta a olio su pietra (peperino). Per conoscere meglio la storia e la tecnica dei dipinti su pietra, rimandiamo al nostro articolo.

  1. Chiesa di Santa Maria della Pace, Cappella Chigi.

Entrando nella chiesa, osservando la prima cappella sulla destra, è possibile ammirare un affresco di Raffaello: Santi e Sibille. Si tratta della seconda commissione che Agostino Chigi affidò al Sanzio, nel 1514. Le Sibille dialogano con gli affreschi della cappella Sistina, che era stata completata nell’ottobre 1512. Nella parte superiore sono dipinti i Profeti, opera di un altro pittore.

  1. Villa Farnesina

Ancora una commissione di Agostino Chigi, per il quale Raffaello lavorò a più riprese nella sua villa alla Lungara. Nel 1512 affrescò una parete con il Trionfo di Galatea, alla quale fa da controparte il Polifemo di Sebastiano del Piombo. Qualche anno dopo, nel 1518, si dedicò a un’intera loggia: la Loggia di Psiche. In quest’ultima fatica ebbe un ruolo importante la bottega, in particolare Giovanni da Udine. È interessante osservare i festoni, ricchi di piante e frutti, che si possono ben identificare.

  1. Palazzo Barberini

Nella Galleria Nazionale d’Arte Antica è conservato un altro ritratto eseguito da Raffaello: la Fornarina (1520 circa). Si dice che fosse l’amante del Sanzio, alla quale lasciò i suoi averi dopo la morte. Nel bel bracciale che porta sul braccio sinistro è dipinta la firma del pittore.

  1. Galleria Doria Pamphilij

I due uomini ritratti probabilmente sono i due letterati veneti Agostino Beazzano e Andrea Navagero, che si trovavano a Roma nel 1516.

  1. Villa Madama

Un altro esempio di Raffaello architetto. Commissionata da Giulio de’ Medici (futuro papa Clemente VII) nel 1518, la villa venne conclusa solo nel 1525. La decorazione è opera della bottega di Raffaello. Attualmente è la sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio e del Ministero degli Affari Esteri.

  1. Il Pantheon

Nel famoso monumento romano, dedicato a tutti gli dei, diventato nella storia contemporanea il mausoleo dei re d’Italia, sono conservate le spoglie di Raffaello. Egli morì il 7 aprile 1520 e pochi giorni dopo venne portato con una solenne processione al Pantheon. Sul suo sarcofago è scolpita una frase che gli dedicò Pietro Bembo: Ile hic est raphael timuit quo sospite vinci rerum magna parens et moriente mori,

Forse non tutti sanno che Raffaello non è l’unico artista sepolto al Pantheon. Ci sono, oltre ai suoi allievi Giovanni da Udine e Perin del Vaga, anche Annibale Carracci, Jacopo Barozzi da Vignola, Baldassarre Peruzzi e Taddeo Zuccari.

  1. Musei Vaticani

Concludiamo l’itinerario con la visita ai Musei Vaticani, che possiedono opere di Raffaello che ben fanno capire l’evoluzione stilistica del suo periodo romano.

I punti di interesse sono due: le Stanze Vaticane e la Pinacoteca. Le stanze affrescate da Raffaello sono 4: Stanza della Segnatura, Stanza di Eliodoro, Stanza dell’Incendio di Borgo e Stanza di Costantino. Di particolare interesse è la Stanza di Costantino che è stata svelata quest’anno dopo un importante restauro che ha permesso di attribuire due figure femminili alla mano di Raffaello stesso, mentre il resto è opera di bottega, in quanto il maestro morì senza aver potuto concludere i lavori.

Nella Pinacoteca sono conservate l‘Incoronazione della Vergine, la Madonna di Foligno, la Trasfigurazione, gli Arazzi, la Pala Oddi. La Trasfigurazione è l’ultima fatica del Sanzio, il giorno della sua morte venne posizionata al suo capezzale.

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