L’architettura trasparente di Edoardo Tresoldi

C’è una linea sottile che separa cielo e mare, che delimita la nostra vita dal mondo dei pensieri: è la linea dell’orizzonte, forma e racconto del rapporto tra l’uomo e lo spazio.

Edoardo Tresoldi, classe 1987, nasce a Cambiano (MI). In questa cittadina dominata da un’urbanizzazione crescente, Edoardo vede nelle vecchie casette abbandonate una sorta di isola sacra, in contrapposizione con la modernizzazione del paesaggio e dell’asfalto. Dopo aver studiato all’Istituto d’arte di Monza si trasferisce a Roma nel 2009 dove comincia a lavorare nel campo della scultura, della scenografia e del cinema.

Dopo anni di lavoro, comincia un percorso artistico individuale, grazie all’incontro con l’artista spagnolo Gonzago Borondo che lo convince a partecipare al Mura Mura Fest di Pizzo Calabro (VV). Per questa occasione Edoardo Tresoldi realizza la sua prima installazione “Il collezionista di venti”, che raffigura un uomo seduto che guarda il mare. Per la realizzazione di questa istallazione sceglie la rete metallica per permettere all’opera di inserirsi timidamente nel paesaggio. Questa scelta è stata decisiva, in quanto l’artista scopre il potere della trasparenza, che permette al paesaggio di raccontare la sua opera, grazie al variare delle luci e all’inclusione del paesaggio nella scultura. Da quel momento inizia una ricerca profonda del dialogo fra paesaggio e opera, ricercando la sacralità dei luoghi e del paesaggio, a cui è sempre stato sensibile, cercando di creare opere che dialoghino con il “genus loci“, ovvero lo spirito del luogo. Dopo questa prima istallazione, lascia il lavoro e comincia a viaggiare per arricchire il suo linguaggio artistico, continuando a realizzare figure in rete metallica, che rappresenta la materia assente, ovvero il lato immateriale delle cose.

Fino al 2015, le opere hanno sempre per soggetto la figura umana, resa con la rete metallica. Il tema del mare, dell’uomo che guarda all’orizzonte ritorna anche nell’opera “Pensieri“, realizzato durante Oltre il muro Festival, a Sapri nel 2014. In questa occasione Edoardo Tresoldi trasforma una zona dismessa e inutilizzata come scenario delle sue sculture. Già dal titolo si capisce la storia, semplice e quotidiana dell’opera, il bisogno del mare inteso come vastità e distesa di nulla per lavare i nostri pensieri e purificarci. Il bisogno del nulla, in contrasto con la nostra quotidianità, ci porta a guardare il mare per distendere l’animo dalle angosce. Questo bisogno così semplice e quotidiano viene raccontato tramite un’opera trasparente, perché fra l’uomo e il mare i pensieri non ci sono, vengono lasciati alle spalle.

Nel lavorare alle figure metalliche comincia ad affiancare delle figure geometriche e realizza delle istallazioni che non solo includono e valorizzano il paesaggio, ma vengono delimitato da esso. Approda all’architettura utilizzando gli elementi classici per raccontare la sacralità dei luoghi e in Inghilterra realizza la sua prima cupola. L’opera “Lift“, è stata realizzata per Secret Garden Party Festival ad Huntingdon (UK) nel 2015. Come suggerisce il titolo, Edoardo ha realizzato una cupola sospesa, lasciando al paesaggio la delimitazione dello spazio: sono le nuvole che ci indicano quanto siamo distanti dalla terra ed è la linea dell’orizzonte che delinea la base di un’architettura.

Il suo linguaggio artistico, caratterizzato dalla trasparenza e dal paesaggio lo porta a riceve una commissione molto importante, in collaborazione con il MIBACT: la ricostruzione della Basilica di Siponto (FG). Nell’omonimo parco archeologico, venne scoperta una basilica risalente al XII secolo, di cui rimanevano solo le fondamenta. L’intuizione di commissionare una ricostruzione di questa architettura a Edoardo Tresoldi è stata geniale. Infatti, quando si entra in un parco archeologico generalmente si ha difficoltà a ricostruire un paesaggio scomparso. La ricostruzione in rete metallica ha reso possibile capire cosa e come fosse quell’edificio agli occhi di tutti, fornendo qualche spunto di un nuovo pensiero di restauro e valorizzazione del paesaggio e del nostro patrimonio archeologico, tramite una scultura paesaggistica e trasparente, che ricrea senza invadere ma capace di connetterci con l’identità e la sacralità del luogo.

Dopo quest’opera la raffigurazione umana verrà realizzata soltanto nel 2016 in occasione del Verso Sud Festival (BA), con la realizzazione dell’istallazione “Corale“. Infatti, la produzione artistica si comincia a incentrare sull’architettura e il paesaggio, perseguendo la ricerca di un linguaggio unico fra opera e contesto. Ricordiamo “Baroque“, altra istallazione temporanea in occasione del Eaux Claires Festival (WI-USA). L’architettura si sviluppa attorno a un organo, dialogando non solo con il paesaggio ma anche con la musica.

Oltre alle numerose installazioni italiane, Edoardo Tresoldi realizza opere per eventi e festival esteri, come l’evento statunitense Coachella Valley music and Arts festival del 2018, per il quale realizza Etherea; un gruppo scultoreo composto da tre corpi architettonici di ispirazione barocca e neoclassica, ma di dimensioni differenti. Con quest’opera inizia a giocare con la prospettiva, creando un percorso crescente di contemplazione e di avvicinamento con il cielo, raccontato dalle sue architetture trasparenti.

la misura del cielo è pari allo spazio da cui lo si contempla

Norberg-Schulz

Una parte di questa installazione, è ora visibile a Villa Borghese per la mostra promossa dalla Soprintendenza e da Roma Capitale: Back to Nature. Arte contemporanea a Villa Borghese. Un evento a cura di Costantino D’Orazio che si pone come obiettivo la costruzione di un nuovo rapporto fra uomo e natura, riflesso tramite i linguaggi dell’arte contemporanea. La mostra si svolgerà dal 15 settembre al 13 dicembre 2020, dove i visitatori del grande parco romano avranno l’occasione di riflettere sulla natura grazie allo spunto offerto dalle opere dei grandi artisti contemporanei come Edoardo Tresoldi, Mario Merz, Mimmo Paladino, Davide Rivalta e molti altri.

Nel 2019 approda nel parco di arte contemporanea Arte Sella (TN). In questo contesto, dove ogni opera dialoga con il paesaggio, Edoardo Tresoldi realizza “Simbiosi“, aggiungendo alla rete metallica elementi naturali come le pietre locali. Un’architettura di 5 metri aperta sul cielo, concepita come luogo di sosta e meditazione, come rovina ricreata dalla materia assente e dalla natura, che lentamente darà nuova forma e nuova vita all’opera.

L’ultima installazione di Edoardo Tresoldi è stata inaugurata l’11/09/2020 a Reggio Calabria con il titolo “Opera“, commissionata dal Comune di Reggio Calabria e dalla Città metropolitana. Il luogo scelto è stato un parco all’interno della passeggiata del lungomare, un posto comune quotidiano reso sacro e monumentale dalla presenza di queste enormi colonne che accompagnano il visitatore. Opera è “un monumento alla contemplazione” che gioca con la prospettiva, tramite altezze e profondità, creando una connessione fra cielo, terra e mare. L’utilizzo dell’architettura classica viene usata per dare una visione virtuosa di un luogo quotidiano.

Istallazioni permanenti in Italia

  • Opera – Reggio Calabria -2020
  • Simbiosi – ArteSella (TN) – 2019
  • Basilica di Siponto – Parco archeologico di Siponto (FG) – 2016
  • Chained – Università Bicocca (MI) – 2015
  • Pueblo – Siena – 2015

Per saperne di più sull’artista e i suoi lavori –> https://www.edoardotresoldi.com/

Le immagini sono state gentilmente concesse dall’artista, le foto di Simbiosi e Opera sono di ©RobertoConte

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