Il Redentore a Venezia: storia e tradizione

Tra una settimana, precisamente sabato 18 luglio, avrà inizio il weekend del Redentore in Laguna, la famosa festa tanto cara agli abitanti della città, con una doppia anima, religiosa e cittadina. Un evento che, solamente lo scorso anno, ha richiamato quasi 75mila visitatori, tra turisti e residenti. Ma in che cosa consiste la festa del Redentore? Per i nostri lettori che non hanno ancora avuto l’occasione di imbattersi nella Festa Famosissima, pregna di tradizione e cultura veneziana, proponiamo qui una breve storia sul suo svolgimento odierno e sulle sue origini.

Apertura del ponte votivo, Festa del Redentore, Venezia, 2018.

Il primo giorno di celebrazione del Redentore avviene l’apertura del cosiddetto ponte votivo, che collega le Fondamenta delle Zattere, all’altezza della chiesa dello Spirito Santo, alla chiesa del Cristo Redentore sull’ isola della Giudecca. Un’occasione unica per transitare a piedi nei due Sestieri attraverso un ponte galleggiante, e non, come consuetudine, con il classico vaporetto o la barca. Il sabato si prosegue con i festeggiamenti sulle rive, soprattutto nelle zone della Giudecca, delle Zattere, e nel bacino di San Marco, che a partire dal tardo pomeriggio si popolano di luci, barche e persone: musica e piatti tipici della cucina veneziana fanno da elemento di connessione ad una tradizione che si è rinnovata per un altro anno. Si conclude la serata con lo spettacolo pirotecnico organizzato dal comune di Venezia, godibile generalmente dopo le 23.30, dai vari punti della città sopracitati.

Gabriel Bella (Venezia 1730-1799), La notte del Redentore.

La festa prettamente religiosa si celebra invece di domenica, come da usanza la terza di luglio, con le funzioni liturgiche nella Chiesa del Redentore, accompagnata poi dalle tradizionali competizioni remiere, che da sempre animano questo giorno a Venezia. In Giudecca, inoltre, varie tipologie di bancarelle locali si susseguono per l’intera giornata, insieme alla pesca al patronato della Chiesa.

La celebrazione del Redentore ha origini lontane, ed è indissolubilmente legata alla storia della città lagunare. La sua genesi inizia nel 1577, in concomitanza con l’edificazione della basilica del Cristo Redentore di Andrea Palladio. Il significato della festa è legato alla fine di una terribile pestilenza che, tra il 1575 e il 1577, decimò gli abitanti di Venezia. Leggenda vuole infatti che il morbo si sia diffuso a causa dei topi arrivati a bordo delle galeazze che fungevano da corrieri commerciali tra la Serenissima e l’Oriente. La peste portò via oltre 50.000 persone, tra cui anche Tiziano Vecellio, e a sconfiggerla sarebbero state le devozioni pubbliche dei sopravvissuti e soprattutto il voto solenne del doge Alvise Mocenigo, che giurò di erigere uno splendido tempio qualora la Repubblica di Venezia fosse sopravvissuta alla terribile epidemia.

Andrea Palladio, Chiesa Votiva del Santissimo Redentore, Venezia, 1577-1592.

Terminata la pestilenza, e venuto a mancare il Doge il 4 giugno del 1577, il voto fu sciolto dal nuovo capo dello stato Sebastiano Venier che indisse un concorso per la costruzione di una splendida chiesa, vinto poi dal Palladio. La prima pietra per la costruzione fu posta nella terza domenica di luglio del medesimo anno, venne provvisoriamente eretta una chiesetta in legno e costruita una passerella galleggiante, che univa l’isola della Giudecca a Venezia, sulla quale sfilarono in processione il doge, le Scuole d´Arti e Mestieri, le Confraternite Religiose e il popolo. Per ricordare questa suggestiva cerimonia, ogni anno il ponte votivo del Redentore a Venezia attraversa il canale della Giudecca nelle due giornate dei festeggiamenti di sabato e domenica.

Il “moderno” evento del Redentore riprende quindi la funzione religiosa presieduta dal Patriarca di Venezia e la processione lungo il ponte votivo. La festa del Redentore, come citato in precedenza, viene inaugurata il sabato con la benedizione del Patriarca sulle gradinate della Chiesa del Redentore, che apre simbolicamente e fattivamente il ponte votivo, e termina il giorno dopo con la celebre regata.

Regata del Redentore, Venezia, 2016.

In conclusione, le date della festa variano di anno in anno, ma il fascino dell’evento resta immutato: oltre ad essere molto amata dai veneziani, attrae ogni anno migliaia di turisti curiosi di vivere in prima persona una delle più antiche feste di Venezia. Quest’anno la giunta comunale ha deciso di sospendere lo spettacolo pirotecnico, ma la festa religiosa e tradizionale, l’apertura del ponte votivo, e la regata del Redentore di domenica sono confermate.

Vi rimandiamo al sito del comune di Venezia per tutte le informazioni necessarie, in caso voleste trascorrere un weekend in Laguna per un evento che, nonostante la situazione attuale, rimane unico e magico per i veneziani e non solo.

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