Robert Doisneau

Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere.Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.

R. Doisneau

Nella splendida location di Palazzo Pallavicini è in corso la mostra personale di Robert Doisneau, prorogata fino al 9 di agosto, curata dall’Atelier Robert Doisneau e da Dichroma Photography.

Doisneau nasce nel 1912 a Gentilly, un sobborgo parigino, si diploma in litografia e incisione all’Ecole Estienne per poi avvicinarsi alla fotografia verso la fine degli anni Venti, nello studio di André Vigneau. Nei primi anni Trenta venne assunto dalla Renault come fotografo industriale, ma appena ne ha l’occasione scappa dal set per andare a scattare nei sobborghi parigini in piena espansione. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, Robert Doisneau interruppe la sua attività di fotografo e prese parte alla Resistenza francese, per la quale mise a disposizione le sue capacità di litografo per la falsificazione di documenti. A guerra finita comincia a collaborare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point, per poi diventare un fotografo indipendente per l’agenzia Rapho, per la quale ci lavorerà per circa cinquant’anni. La sua carriera si divide fra il set e la strada, che gli permette di immortalare la vita parigina, dalle periferie ai balli aristocratici. Dal 1947 si unisce al collettivo fotografico “Gruppe XV“, per la promozione del patrimonio fotografico francese. Considerato uno dei pionieri della fotografia di strada un grande esponente della fotografia umanista, Robert Doisneau muore nel 1994 a Mountrouge, lavorando fino alla fine come fotografo.

La mostra di Palazzo Pallavicini, ripercorre e sintetizza il percorso artistico del grande fotografo. L’esposizione è articolata in cinque sezioni, le prime due sono dedicate alla biografia di Doisneau, mentre le ultime tre si focalizzano sulla sua poetica fotografica.

Una storia di vita” è il nome della prima sala, dove sono esposte in ordine cronologico alcune fotografie che permettono di avere un approccio riassuntivo sulla vita professionale di Doisneau. La seconda sala “Più di una biografia” vede esposte sia alcuni ritratti e foto di reportage sia ritratti della vita di Doisneau, dalla nascita al matrimonio fino alle scene di famiglia con i propri nipoti. Le ultime tre sale (“La coniugazione del verbo fotografare“, “Un uomo gentile pieno d’umorismo” e “Un universo più accettabile“) mostrano scatti di una Parigi vissuta da ogni punto di vista: i bistrot, i balli aristocratici, i bambini che giocano in strada; portandoci a vedere Parigi con gli stessi occhi curiosi e innamorati di Doisneau. Fra le fotografie esposte vi sono anche il famoso “bacio” [Baiser de l’Hôtel de la Ville] e l’Information scolaire. In queste ultime sezioni capiamo perché Doisneau è considerato uno dei maggiori esponenti della fotografia umanista francese; infatti il soggetto principale dei suoi scatti sono le emozioni dell’uomo, che vengono immortalate nelle espressioni bizzarre, nei comportamenti dei passanti e dalle scene di vita quotidiana.

Per informazioni su orari e prezzi dei biglietti consultare il sito ufficiale.

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