Women:un mondo in cambiamento

A Bologna, nei pressi di Piazza Maggiore, per la precisione in via delle Clavature, si trova la chiesa di Santa Maria della Vita. Oltre a conservare dei complessi scultorei di notevole rilevanza artistica, quali il Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca e il Transito della Vergine di Alfonso Lombardi, la chiesa ospita delle mostre temporanee curate da Genus Bononiae. Attualmente è in corso “Women: un mondo in cambiamento“, prorogata fino al 13 settembre 2020. Il titolo riflette il tema cardine dell’esposizione, infatti tutte le stampe fotografiche ritraggono donne, di tutte le età e nazionalità, in vari contesti ,scattate da diversi fotografi nel corso della storia. Infatti, le stampe sono tratte dall’archivio del National Geographic e sono divise in 6 sezioni: “Amore” “Forza” “Speranza” “Saggezza” “Gioia” e “Bellezza“, intervallate da racconti di fotografe e dalla stanza dei “Potraits of Power“, nel quale sono ritratte delle donne di successo, correlate dalla loro biografia.

La mostra si sviluppa in due sale, fra cui quella dell’oratorio, dove è esposto il gruppo scultoreo del Lombardi, che crea un contrasto fra il minimalismo dei pannelli e il carattere barocco della sala. Le sezioni sono introdotte dalle definizioni tratte dal vocabolario, che vengono rappresentate nelle varie situazioni vissute dalle donne nel corso della storia. Per ogni categoria vi sono scatti che ritraggono donne di età e provenienza diversa, mettendo in risalto le varie sfaccettature che si nascondono dietro una definizione. Le fotografie, essendo tratte dall’archivio, appartengono a momenti storici differenti. Infatti, vi sono riproduzioni di foto dei primi decenni del Novecento fino alle stampe odierne, scattate dai grandi maestri come Steve McCurry.

L’eterogeneità delle stampe esposte rende facilmente apprezzabile la visita, che però inizialmente non lascia un messaggio chiaro. Infatti, la differenza dei soggetti, delle storie, degli autori e delle epoche degli scatti non lasciano spazio a una riflessione specifica, rischiando di essere visti come una carrellata di belle immagini. Ho trovato discutibile la stanza dei ritratti, dove il potere sembra essere associato alla fortuna (soprattutto economica) delle donne ritratte. Anche qui i soggetti ritratti sono donne molto diverse fra di loro, come Oprah, Bebe Vio e altre donne che hanno conseguito successo nel mondo dello sport, della politica e del lavoro. Nonostante i ritratti parlino di personalità forti, è il concetto di “potere” che stona, soprattutto dopo aver visto i vari scatti di donne che dimostrano la loro forza in contesti molto diversi. Questa stanza sembra essere un memento di come il volere può diventare potere e che tutte possono realizzare i propri obiettivi nella vita, accostamenti un po’ generici frutto di un femminismo mainstream.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora